Benzina, via libera alla vendita nei supermercati
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fonte:
- La Provincia di Como
Per gli automobilisti stimato un risparmio fra i 6 e i 10 centesimi al litro, almeno 4 euro in meno su ogni pieno
Scontro con il governo, protesta dei gestori: sciopero il 16 e 17 novembre – La smentita del ministero: nessuna ipotesi
Un risparmio da 6 a 10 centesimi su ogni litro di benzina, che si tradurrebbe in un taglio dei costi per gli automobilisti di 4 euro su un pieno medio da 40 euro. È quello che potrebbe accadere se diventasse realtà lo studio, attualmente al vaglio del ministero delle Attività produttive, di varare un provvedimento che consenta anche a supermercati e centri commerciali di aprire dentro le proprie aree nuovi distributori di benzina. Se gli automobilisti, sempre più tartassati dal caro-petrolio, si preparano così a tirare un sospiro di sollievo, le organizzazioni di categoria dei benzinai (Faib-Aisa Confesercenti, Fegica Cisl, Figisc-Confcommercio), sono già sul piede di guerra e hanno proclamato uno sciopero nazionale per le giornate del 16 e 17 novembre. Il provvedimento, ancora in fase di discussione, anche se ieri smentita dal ministero, faciliterebbe la diffusione di impianti nei supermercati e ipermercati in quanto annullerebbe quanto previsto dai singoli piani regionali che, nel caso della Lombardia, stabilivano come nessun centro della Grande distribuzione organizzata potesse ospitare una pompa di benzina se un distributore era già presente nel raggio di 500 metri. A preoccupare i benzinai non è però la crescita del numero di stazioni di rifornimento, ma le tariffe maggiormente economiche che questi impianti potrebbero praticare. Secondo i calcoli del gruppo Auchan, che può contare sull`esperienza di due distributori aperti nei centri commerciali nei pressi di Bergamo e Verona, infatti, il risparmio medio annuo per un automobilista che sceglie il supermercato per fare il pieno una volta alla settimana sarebbe intorno alle 300 euro. «Chi fa abitualmente rifornimento nei nostri impianti e ha la nostra carta fedeltà – spiega Giovanni Mazza, responsabile carburanti di Auchan – può recuperare 10 centesimi al litro, quasi l`8% del costo della benzina». Prezzi più competitivi che questi impianti possono permettersi di applicare proprio perché il guadagno perso sulla benzina può essere poi recuperato attraverso la vendita degli altri prodotti che il supermercato offre ai propri clienti. Secondo una nota diffusa dai benzinai, il provvedimento al vaglio del ministero è «smaccatamente finalizzato a favorire gli interessi della Grande distribuzione e diretto esplicitamente contro i gestori, che da sempre garantiscono in maniera capillare il servizio e il presidio del territorio, anche nelle zone più disagiate, e, allo stesso tempo, di un colpo inequivocabile all`autonomia delle Regioni che in questi anni hanno provveduto a garantire lo sviluppo dei piani di ammodernamento della rete ed il rispetto delle regole». Non solo però sciopero con la chiusura di tutti gli impianti, le organizzazioni dei benzinai hanno già chiesto anche un incontro con il Presidente del Consiglio e il ministro delle Attività produttive «per evitare che la vertenza si inasprisca – si legge ancora nella nota – e venga ripristinata la certezza normativa». Se i sindacati di categoria sono quindi pronti a dar battaglia contro l`introduzione del provvedimento che porterebbe le pompe di benzina anche nei supermercati, le organizzazioni a difesa dei consumatori si sono già scagliate contro la decisione dei gestori di incrociare le braccia il 16 e 17 novembre. «La solita lobby dei benzinai – sottolineano Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori – si scatena in modo furioso appena qualcuno tenta di aumentare la concorrenza nel settore della vendita dei carburanti, che porterebbe risparmi non indifferenti sui costi del pieno di benzina».
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