8 Ottobre 2005

Il Codacons ammonisce il Comune

Il Codacons ammonisce il Comune


Impianti termici lo spettro del Tar






La campagna di autocertificazione degli impianti termici dei leccesi, disposta ieri dal comune con inizio il prossimo 1° novembre, potrebbe finire davanti al Tar. L`eventualità di ricorrere alla giustizia amministrative è contenuta in una diffida inviata ieri al comune da Piero Mongelli, l`avvocato del Codacons, il quale avverte l`amministrazione di palazzo Carafa che, «se fosse confermato il tentativo di aggirare le norme più favorevoli ai consumatori, per favorire un`impresa privata, l`associazione sarebbe suo malgrado costretta a proporre ricorso al Tar, contro gli atti dell`Amministrazione». Vediamo di capire in cosa consiste quello che per il Codacons è «un altro colpo di mano» confezionato dagli uffici del comune di Lecce. «Nonostante sia ancora in corso e quindi non conclusa, la fase dei controlli relativi al biennio 2002-2003 – denunciano dal Codacons – l`Ufficio ambiente del comune, in data 7 ottobre 2005 ha deliberato l`avvio delle autodichiarazioni del prossimo biennio 2004-2005. Questo è stato fatto per non far saltare i controlli affidati ad Asea, la quale, dopo l`entrata in vigore, l`8 ottobre 2005 (oggi ndr), del decreto 192 del 19 agosto scorso, non potrebbe più procedere ai controlli con le stesse modalità della precedente normativa». L`avvocato Mongelli spiega poi, che il nuovo decreto, in vigore da oggi, appunto, prevede una serie di modifiche nelle procedure. In particolare, per le caldaie installate da meno di 8 anni, i controlli devono essere fatti ogni quattro anni e non biennali, com`è adesso. Inoltre, 5 per cento dei controlli verrà fatto su tutti gli impianti e non solo su quelli «autodichiarati», com`è stato finora. «Ma nonostante l`intervento della nuova normativa – denuncia Mongelli – il comune insiste nel far svolgere i controlli ad Asea, secondo una normativa ormai desueta».


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