Il Codacons ammonisce il Comune
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
Impianti termici lo spettro del Tar
La campagna di autocertificazione degli impianti termici dei leccesi, disposta ieri dal comune con inizio il prossimo 1° novembre, potrebbe finire davanti al Tar. L`eventualità di ricorrere alla giustizia amministrative è contenuta in una diffida inviata ieri al comune da Piero Mongelli, l`avvocato del Codacons, il quale avverte l`amministrazione di palazzo Carafa che, «se fosse confermato il tentativo di aggirare le norme più favorevoli ai consumatori, per favorire un`impresa privata, l`associazione sarebbe suo malgrado costretta a proporre ricorso al Tar, contro gli atti dell`Amministrazione». Vediamo di capire in cosa consiste quello che per il Codacons è «un altro colpo di mano» confezionato dagli uffici del comune di Lecce. «Nonostante sia ancora in corso e quindi non conclusa, la fase dei controlli relativi al biennio 2002-2003 – denunciano dal Codacons – l`Ufficio ambiente del comune, in data 7 ottobre 2005 ha deliberato l`avvio delle autodichiarazioni del prossimo biennio 2004-2005. Questo è stato fatto per non far saltare i controlli affidati ad Asea, la quale, dopo l`entrata in vigore, l`8 ottobre 2005 (oggi ndr), del decreto 192 del 19 agosto scorso, non potrebbe più procedere ai controlli con le stesse modalità della precedente normativa». L`avvocato Mongelli spiega poi, che il nuovo decreto, in vigore da oggi, appunto, prevede una serie di modifiche nelle procedure. In particolare, per le caldaie installate da meno di 8 anni, i controlli devono essere fatti ogni quattro anni e non biennali, com`è adesso. Inoltre, 5 per cento dei controlli verrà fatto su tutti gli impianti e non solo su quelli «autodichiarati», com`è stato finora. «Ma nonostante l`intervento della nuova normativa – denuncia Mongelli – il comune insiste nel far svolgere i controlli ad Asea, secondo una normativa ormai desueta».
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