Edilizia, molti cantieri ma anche guai
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fonte:
- Il Piccolo
Limitato il potere di controllo dell`amministrazione comunale sui tempi di realizzazione dei privati. I casi di imprese fallite Edilizia, molti cantieri ma anche guai Un freno alla fame di case, ma spesso diversi interventi restano fermi per mesi Fame di case a Monfalcone. Eppure, i cantieri ci sono. A parte quelli dell`Ater, che hanno portato negli ultimi anni all`arrivo in città di oltre 160 appartamenti e che presto interesseranno le case Spaini, anche l`edilia privata sembra conoscere nuovo impulso. Attualmente, a Monfalcone, i cantieri aperti per la realizzazione di nuovi appartamenti o ristrutturazione di vecchi stabili sono una decina. Come mai allora si parla di mercato immobiliare difficile? Perché, a parte i prezzi degli appartamenti che continuano a crescere, c`è da considerare che molto spesso questi cantieri aprono i battenti, ma per rimanere poi fermi a metà lavoro per mesi. E le case che dovrebbero venire immesse nel mercato entro un anno vi arrivano, se si è fortunati, dopo due o tre. Ma non esiste un modo per regolamentare questo “mercato delle costruzioni“? “In realtà le regole ci sono, e come Ufficio tecnico le facciamo rispettare – spiega l`assessore comunale all`Urbanistica con delega all`Edilizia privata, Massimo Schiavo -. Ad esempio, chi inizia un ristrutturazione o una nuova costruzione è obbligato a richiedere la concessione, che prevede la conclusione dei lavori entro tre anni. Un periodo che può avere una dilazione di alcuni mesi solo in presenza di gravi motivi“. E allora come mai questi casi di “ritardi cronici“? “Le amministrazioni certo non possono mettere le mani nelle tasche di chi decide di metter su casa – risponde Schiavo -; possiamo controllare che i lavori siano stati fatti a norma di legge, ma non possiamo imporre a un privato o a una ditta di portare a termine i lavori se non hanno i fondi per farlo“. C`è poi anche il caso in cui, scaduta una concessione di tre anni, se ne richiede un`altra altrettanto lunga. E se la ditta a esempio fallisce, purtroppo non ci sono mezzi per costringerla a portare a compineto i lavori lasciati a metà. “Per il rilascio delle concessioni, naturalmente, la ditta deve avere determinate caratteristiche, ed è questo che noi controlliamo – continua Schiavo – dopodiché, il progetto prima dell`approvazione passa al valgio degli uffici tecnici e se è conforme a tutte le normative viene approvato“. Quello che succede dopo, però, non può ricadere sotto il controllo del Comune. E quindi l`inghippo di una casa iniziata e mai finita, o finita dopo anni di lavori, è sempre in agguato. Mentre il rischio di rimanere coinvolti nel fallimento dell`impresa anche dopo anni dall`acquisto dell`appartamento, per fortuna, ora è molto più lontano. Non ci si deve infatti dimenticare che da quest`anno è stata modificata la legge sui fallimenti delle ditte costruttrici, che garantisce una maggior tutela a chi la casa l`ha già acquistata. Per avere informazioni in merito, ci si può rivolgere alle associazioni di tutela del consumatore rappresentate in città da Codacons e Federconsumatori.
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