25 Settembre 2005

Ricorreremo al tar contro le targhe alterne



E` polemica anche sul blocco dei veicoli Euro 1. Il Codacons: “Il Comune sbaglia“ “Ricorreremo al Tar contro le targhe alterne“ L`associazione utenti auto: “Le deroghe per i residenti sono anticostituzionali“ La decisione presa da Ca` Farsetti continua ad alimentare le polemiche. Il 20 ottobre primo stop alla circolazione Targhe alterne, divampa la polemica sui provvedimenti decisi l`altro ieri da Comuni e Provincia. L`Aua, associazione utenti auto, minaccia di ricorrere al Tar se il Comune di Venezia confermerà con una ordinanza la scelta di prevedere deroghe al transito solo per i residenti. “E` una discriminazione, un provvedimento incostituzionale, perchè tratta i cittadini in maniera diversa“, spiega il presidente veneto Adolfo Cappelli. Protesta anche il Codacons, secondo cui il lasciapassare ai residenti “sembra un provvedimento pensato più per mettere a posto la coscienza che per intervenire davvero contro lo smog“. Lamentele anche dal “popolo“ delle Euro 1, costrette a restare in garage per cinque giorni la settimana. Le decisioni assunte venerdì dal tavolo dei sindaci alle prese con l`emergenza inquinamento, creano polemiche e malcontento. Associazioni degli automobilisti e dei consumatori, artigiani, partiti fanno sentire la loro voce, contestando con più o meno forza in particolare due provvedimenti: le deroghe ai residenti decise dal Comune di Venezia e l`estensione del blocco delle non catalizzate anche ai veicoli con motori Euro 1, che è stato proposto da Venezia e fatto proprio da tutti e otto i Comuni di fascia A. Novità che fanno discutere. L`Aua ricorre al Tar. “E` una discriminazione, stiamo pensando di impugnare la delibera del Comune di Venezia che istituisce le deroghe per i residenti perchè a nostro avviso è anticostituzionale e tratta i cittadini in maniera diversa, uno dall`altro“, sbotta Adolfo Cappelli, presidente dell`Aua (Associazione utenti auto) che minaccia di ricorrere al Tar contro il provvedimento della giunta Cacciari. Non solo, l`Aua ribadisce anche il no degli automobilisti alle targhe alterne che ritornano dal 20 ottobre perchè “l`effetto sparisce nei giorni successivi ai blocchi“. Cappelli poi precisa il suo pensiero: “Sulle targhe alterne questo è il nostro pensiero ma sono solidale con il sindaco che è il tutore della salute pubblica ed ha l`obbligo di trovare una soluzione a questi problemi con poteri limitati, altrimenti rischia una denuncia“. Il no del Codacons. “Togliendo i residenti non so quale efficacia possano avere i blocchi. Ho l`impressione che sia una scelta miope, un modo più per mettere a posto la coscienza che una misura per intervenire davvero“, aggiunge Franco Conte, presidente regionale del Codacons, che non nasconde lo scetticismo comunque verso la reale efficacia di provvedimenti come le targhe alterne. “Bisogna invece investire di più sul trasporto pubblico – continua Conte – e non bisogna dimenticare che l`inquinamento è prodotto non solo dal traffico ma anche da industrie e caldaie. E servono anche interventi drastici sulla tangenziale, perchè Mestre non può continuare a pagare un simile pedaggio in termini ambientali“. E sul bollino per i residenti, interviene anche la consigliera di Municipalità di Favaro Deborah Onisto (Fi) che segnala come la “mobilità sta diventando un rebus: per ultimo c`è un futuribile bollino giallo che nell`immaginario collettivo risveglia ricordi di ulteriori balzelli“. Stop alle Euro 1. Un`altra novità che suscita polemiche è lo stop deciso dal tavolo tecnico zonale alle auto catalizzate con motori Euro 1, che dovranno restare in garage dal 17 ottobre per cinque giorni la settimana assieme alle vetture “no kat“. Di colpo, artigiani e lavoratori con auto immatricolate tra il 1993 e il 1996 si ritrovano fuorilegge, e scatta la protesta. Alcuni cittadini raccontano di situazioni al limite dell`assurdo. “Io abito a Martellago e lavoro a Mestre come corriere espresso. Il Comune mi impedisce di entrare perchè non sono residente. E poi il mio furgone è un Diesel Euro 1 e scopro di colpo, a quindici giorni dal via alle targhe alterne, che non potrò circolare – segnala un lettore, particolarmente arrabbiato – Ma i sindaci pensano di poter costringere la gente che lavora a cambiare auto in quindici giorni?“.

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