24 Settembre 2005

“Farmaci da banco nei distributori self-service“

“Farmaci da banco nei distributori self-service“




ROMA – Distributori self-service dei farmaci da banco all`esterno delle farmacie, in funzione anche durante gli orari di chiusura. è la posizione dell`Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ufficializzata nella segnalazione inviata ai Presidenti di Camera e Senato, al Presidente del Consiglio, il ministro per gli Affari Regionali e al ministro della Salute. Nell`invito, l`Autorità ribadisce l`esigenza di liberalizzare la distribuzione dei prodotti da banco, quelli per i quali non è necessaria la prescrizione del medico e il cui costo è a carico del paziente, autorizzando la vendita anche nei supermercati. La risposta di Federfarma, l`associazione dei titolari delle sedicimila farmacie private non si è fatta attendere. “L`Antitrust tutela il mercato noi la salute delle persone – commenta il presidente Giorgio Siri – servirebbe un carabiniere davanti ad ogni distributore, ai quali potrebbero accedere tutti compresi i bambini. In questa maniera non sarebbe possibile segnalare tutte le controindicazioni, perché anche i prodotti da banco sono farmaci. Potrei accettare la distribuzione automatica degli integratori alimentari o delle vitamine. Non molti sanno che le caramelle contro il mal di gola a base di iodio non possono essere somministrate agli ipertesi, o che i propoli sono pericolosi in gravidanza“. Siri conclude ricordando che “solo 5 Paesi in Europa su 20 hanno autorizzato la distribuzione nei supermarket, ma solo per alcune liste di prodotti“. D`altro canto la legge del 16 novembre del 2001, firmata dal ministro Storace, nella quale s`invitano i farmacisti a ridurre i prezzi dei farmaci da banco fino al 20 per cento, indica chiaramente che “il libero e diretto accesso dei cittadini ai medicinali di automedicazione deve avvenire solo in farmacia“. Contrari all`indicazione dell`Antitrust anche il presidente delle aziende che producono i farmaci di automedicazione: “Un`ipotesi irragionevole – afferma Angelo Zanibelli, presidente dell`Anifa – così non si tutelano i cittadini. è un errore perché ciò che distingue un farmaco da un bene di consumo è proprio la necessità che l`acquisto sia assistito e consigliato da un professionista qualificato“. La vendita dei farmaci nei self-service può destare perplessità ma, secondo Cittadinanzattiva, “è comunque necessario liberalizzare la distribuzione“. L`associazione si augura, pertanto, che questa proposta possa far riprendere in considerazione la vendita dei farmaci da banco nei supermercati, alla presenza di un farmacista e godendo dei “benefici della reale concorrenza per il portafoglio degli italiani“. L`idea non convince neppure il Codacons: “i vantaggi sarebbero solo per le farmacie“. Meglio sarebbe vendere i medicinali nei supermarket, ma alla presenza di un farmacista che possa consigliare il paziente.

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