Per le medicine da banco l`antitrust chiede distributori self service
-
fonte:
- La Stampa
ROMA Vendita dei farmaci da banco nei supermercati e distributori self-service all`esterno delle farmacie. E` questa la proposta dell`Autorità Garante della Concorrenza del Mercato per facilitare la reperibilità dei medicinali da parte dei consumatori. L`Antitrust in una segnalazione inviata ai presidenti di Camera e Senato, al presidente del Consiglio, al ministro per gli Affari Regionali e al ministro della Salute, ribadisce l`esigenza di liberalizzare la distribuzione dei medicinali da banco auspicando una modifica di un articolo della legge 405 del 2001 o comunque una sua interpretazione non restrittiva. La norma prevede il “libero e diretto accesso da parte dei cittadini ai medicinali di automedicazione“ e precisa che l`accesso deve avvenire “in farmacia“. Secondo l`Autorità andrebbe eliminato il termine “in farmacia“, per permettere ai cittadini di esercitare il loro diritto ad accedere liberamente e direttamente ai medicinali che non richiedono la prescrizione medica. Per gli enti rappresentativi dei farmacisti e lo stesso ministero della Salute non sarebbe invece, ammessa l`installazione in farmacia di distributori self service cui accedere anche durante gli orari di chiusura. Il termine “in farmacia“ indicherebbe infatti che la vendita di tutti i medicinali, anche di quelli non soggetti a prescrizione medica, deve avvenire all`interno della farmacia, sotto la responsabilità del farmacista e osservando gli orari di apertura. Diversa invece l`interpretazione dell`Antitrust: il distributore installato all`esterno della farmacia farebbe comunque parte dell`esercizio e i prodotti inseriti dal farmacista abilitato garantirebbero la sua partecipazione e la sua responsabilità nell`erogazione dei medicinali. In aggiunta poi, si potrebbero rendere disponibile per il consumatore le necessarie indicazioni per ottenere consulenze professionali sui farmaci distribuiti (ad esempio, l`indirizzo ed i recapiti telefonici della guardia medica di zona). Ma la proposta, forse troppo al passo con i tempi, ha scatenato molte polemiche: dai farmacisti ai produttori di medicinali fino alle associazioni di cittadini, che preferirebbero vedere questi prodotti nei supermercati. Il primo no arriva dal presidente di Federfarma, Giorgio Siri: “L`Antitrust tutela il mercato, noi dobbiamo tutelare la salute“. Siri sottolinea come si renderebbe necessaria la presenza di un carabiniere davanti ad ogni distributore, perché è impensabile segnalare tutte le possibili controindicazioni di un farmaco, di cui sono a conoscenza i farmacisti. Dello stesso avviso anche il presidente dell`Associazione delle aziende produttrici di farmaci di automedicazione (Anifa), Angelo Zanibelli, che definisce la proposta dell`Antitrust “un`ipotesi irragionevole“ che non tutela i cittadini e aggiuge che “è un errore, in quanto ciò che distingue un farmaco da un bene di consumo è proprio la necessità che l`acquisto sia assistito e consigliato da un professionista qualificato“. Sul fronte dei consumatori Cittadinanzaattiva condivide le preoccupazioni per una distribuzione senza controllo, ma auspica che il richiamo dell`Autorità possa essere una reale occasione per riaprire il dibattito. Il Codacons invece si dice favorevole alla vendita dei medicinali da banco al supermercato, ma giudica non adeguata la segnalazione dell`Antitrust che “favorirebbe solo le farmacie e l`acquisto indiscriminato dei farmaci, senza alcun effetto sul prezzo dei medicinali“. .
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- SANITA'
