Self service per i farmaci da banco
-
fonte:
- Il Sole 24 Ore
ROMA ? L`Antitrust continua, anzi rafforza, la sua crociata contro la vendita esclusiva in farmacia dei medicinali da banco. Vanno venduti anche nei supermercati, insiste. Ma, soprattutto, aggiunge: è lecita, anzi doverosa, la possibilità per i consumatori di acquistarli anche nelle macchinette self service esposte all`esterno delle farmacie. Solo così si può tutelare il « diritto del cittadino di accedere liberamente e direttamente ai medicinali che non richiedono la prescrizione medica » .
Sono solo due pagine. Ma pesano come un macigno. L`Authority garante della concorrenza e del mercato le ha inviate ieri ? nella forma della « segnalazione » ? ai presidenti di Camera e Senato, a Palazzo Chigi e ai ministri della Salute e per gli Affari regionali. Un modo di tenere alta la guardia, quello firmato da Antonio Catricalà, che arriva a due mesi dal varo di quella “ legge Storace“ fin qui assai poco applicata dalle farmacie: scontare fino al 20% i prodotti da banco.
« L`Autorità ha in più occasioni espresso l`auspicio di una maggiore considerazione delle esigenze di promozione della concorrenza in materia di vendita di farmaci, e, più in generale, della disciplina che regola l`attività della farmacia » : questo l`incipit della segnalazione. Per arrivare subito al punto che preme all`Authority: l`interpretazione di quella parte della nuova legge in cui si afferma che ai cittadini va garantito libero e diretto accesso ai farmaci da automedicazione « in farmacia » . Già, ma in farmacia “ dove“? Secondo ministero della Salute e farmacisti, non ci sono dubbi: i self service non possono stare all`esterno della farmacia, tanto meno in orari di chiusura.
« Con la locuzione “ in farmacia“ » si intende dire che tutti i farmaci, anche quelli da banco senza obbligo di ricetta, possono essere venduti « all`interno della farmacia, negli orari di apertura della stessa, sotto la responsabilità del farmacista » .
Ma l`Authority non è affatto d`accordo. Anche se installato all`esterno, afferma, il distributore self service « farebbe parte della farmacia » e i prodotti sarebbero comunque « inseriti dal farmacista abilitato » . E se ai consumatori servissero consulenze professionali, basterebbe esporre indirizzi e recapiti telefonici della guardia medica più vicina. Altrimenti non si capirebbe « quale sia la portata del diritto dei cittadini di accedere liberamente e direttamente ai farmaci di automedicazione se tale accesso deve restare condizionato all`intermediazione del farmacista » . Già la Corte di giustizia Ue, ricorda l`Antitrust, ha escluso che siano compatibili divieti tout court di vendite alternative dei farmaci senza ricetta.
Va invece facilitato l`accesso a questi prodotti. E i self service sono « una modalità idonea a garantire un indubbio beneficio ai consumatori » . Mentre vietarne l`installazione « rafforza » il numero “ chiuso“ delle farmacie e le regole su turni, orari e ferie.
La richiesta al Parlamento è perentoria: la legge va cambiata e va aperta alla liberalizzazione.
Ipotesi rinviata al mittente dal presidente di Federfarma, Giorgio Siri: « L`Antitrust tutela il mercato, noi la salute. Servirebbe un carabiniere davanti a ogni distributore, dove si potrebbe recare chiunque, anche i bambini.
Non ci sono farmaci senza controindicazioni: chi le segnalerebbe? » . E respinta anche dai produttori di Anifa: « Un`ipotesi irragionevole, così non si tutelano i cittadini » , afferma il presidente Angelo Zanibelli. No secco dal Codacons e dal tribunale dei diritti del malato, che però preferiscono la vendita nei supermarket: si favorirebbero solo le farmacie e i consumi indiscriminati, senza alcun effetto sui prezzi. No del Codacons che preferisce puntare sui medicinali nei supermercati.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- SANITA'
