È morta all´ospedale «Cutroni Zodda» di Barcellona Pozzo di Gotto
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fonte:
- l`Adige
BARCELLONA POZZO DI GOTTO (MESSINA) – Si chiama appendicectomia laparoscopica. Un banale intervento chirurgico per asportare l´appendice. Eppure per una ragazzina di 12 anni, Miriam Bucolo, l´operazione chirurgica è stata fatale. È morta all´ospedale «Cutroni Zodda» di Barcellona Pozzo di Gotto, ieri pomeriggio. Lunedì mattina era deceduto a Messina un altro ragazzo di 12 anni, Davide Campo, dopo l´anestesia. Per questa vicenda la procura ha indagato dieci medici.
E pochi giorni prima, giovedì 8 settembre, a Palermo, un bimbo di nove mesi, Francesco Paolo Spoto, era deceduto dopo sei giorni di coma seguìti a un´anestesia, necessaria per un intervento al palato.
Miriam è morta mentre era in sala operatoria, a intervento già iniziato, intorno alle ore 14. La ragazza era stata ricoverata lunedì scorso all´ospedale di Barcellona Pozzo di Gotto perchè aveva forti dolori all´addome. I medici l´avevano visitata e dopo aver diagnosticato un´infiammazione all´appendice l´avevano dimessa, rinviando a ieri l´intervento chirurgico. In mattinata, la dodicenne è stata preparata per essere sottoposta all´appendicectomia. I medici, secondo quanto stanno ricostruendo gli investigatori, hanno esportato l´appendice, ma sotto l´intestino si sarebbero accorti che era presente una grossa massa «sospetta». I chirurghi hanno deciso di non intervenire subito ma di attendere nuove analisi per comprendere di cosa si trattava. Miriam Bucolo è stata quindi ricucita e trasportata in corsia.
Ma dopo alcune ore la ragazza si è sentita male e i medici l´hanno riportata d´urgenza in sala operatoria dove hanno riscontrato che aveva in corso una emorragia. Durante questo secondo intervento la ragazza è morta.
Sul posto sono arrivati agenti del locale commissariato e il sostituto procuratore della Repubblica, Olindo Canali ha interrogato alcuni medici come persone informate dei fatti. Per ora non risultano però iscrizioni nel registro degli indagati.
Intanto l´assessorato regionale alla Sanità ha annunciato che avvierà un´inchiesta. E dal canto suo la direzione generale dell´Asl 5 di Messina ha nominato una commissione interna «al fine di svolgere una accurata indagine ispettiva sui fatti accaduti e conseguentemente relazionare dettagliatamente su eventuali responsabilità a carico di dipendenti interessati all´accaduto». La Direzione generale in una nota sottolinea che «in questo momento di grandissimo dolore è vicina ai genitori e familiari tutti della piccola Miriam».
Ma la disponibilità dei dirigenti sanitari non frena naturalmente le polemiche. Il Codacons afferma che si tratta di «una situazione inaccettabile che impone interventi urgenti. La prima cosa da fare è chiudere immediatamente tutti gli ospedali di Messina, almeno fino a che non saranno state accertate le cause dei due decessi a dir poco anomali». E incalza la Cgil: «Questi episodi tragici sono il frutto delle politiche sanitarie del governo Cuffaro e dei deficit conseguenti delle strutture siciliane», affermano il segretario generale, Italo Tripi, e il responsabile della Cgil medici regionale, Renato Costa. I due sindacalisti rilevano che «in Sicilia non viene applicata la norma nazionale sull´accreditamento delle strutture, sulla verifica cioè della congruità in termini di attrezzature e personale». E però precisano : «In questo contesto ferma restando l´opportunità di accertare le responsabilità e di dare giustizia alle famiglie, è evidente che non possono essere i medici gli unici capri espiatori ogni volta che accade qualcosa di tragico, ma bisogna guardare oltre».
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