22 Settembre 2005

Ragazzina muore in sala operatoria: terzo caso in pochi giorni


BARCELLONA POZZO DI GOTTO (MESSINA) Si chiama appendicectomia laparoscopica. Un banale intervento chirurgico per asportare l`appendice. Eppure per una ragazzina di 12 anni, Miriam Bucolo, l`operazione chirurgica è stata fatale. È morta ieri pomeriggio all`ospedale di Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina. Il caso della dodicenne è il terzo del genere, in Sicilia, nel giro di pochi giorni. Lunedì 19, un altro ragazzo, anch`esso di 12 anni, Davide Campo, era morto dopo una anestesia, alla quale era stato sottoposto presso il Policlinico di Messina prima di un intervento di appendicite. E pochi giorni prima, giovedì 8 settembre, a Palermo, un bimbo di nove mesi, Francesco Paolo Spoto, era deceduto dopo sei giorni di coma seguìti a un`anestesia, necessaria per un intervento al palato. Secondo quanto si è appreso, Miriam è morta mentre era in sala operatoria, a intervento già iniziato. La ragazza era stata ricoverata lunedì scorso all`ospedale di Barcellona Pozzo di Gotto perché aveva forti dolori all`addome. I medici l`avevano visitata e dopo aver diagnosticato un`infiammazione all`appendice l`avevano dimessa, rinviando l`intervento chirurgico. Martedì la dodicenne è stata preparata per essere sottoposta all`appendicectomia. I medici, secondo quanto stanno ricostruendo gli investigatori, hanno esportato l`appendice, ma sotto l`intestino si sarebbero accorti che era presente una grossa massa “sospetta“. I chirurghi hanno deciso di non intervenire subito ma di attendere nuove analisi per comprendere di cosa si trattava. Miriam Bucolo è stata quindi ricucita e trasportata in corsia. Ma dopo alcune ore la ragazza si è sentita male e i medici l`hanno riportata d`urgenza in sala operatoria dove hanno riscontrato che aveva in corso una emorragia. Durante questo secondo intervento la ragazza è deceduta. Sul posto sono arrivati agenti del locale commissariato e il sostituto procuratore della Repubblica, Olindo Canali, ha interrogato alcuni medici come persone informate dei fatti. Per ora non risultano però iscrizioni nel registro degli indagati. Intanto l`assessorato regionale alla Sanità ha annunciato che avvierà un`inchiesta. E dal canto suo la direzione generale dell`Asl 5 di Messina ha nominato una commissione interna “al fine di svolgere una accurata indagine ispettiva sui fatti accaduti e conseguentemente relazionare dettagliatamente su eventuali responsabilità a carico di dipendenti interessati all`accaduto“. La morte della ragazza è avvenuta nella sala operatoria dell`ospedale “Cutroni Zodda“ di Barcellona Pozzo di Gotto, precisano i manager dell`ospedale, “nel corso di un intervento di appendicectomia laparoscopica“. Per il Codacons, la situazione è “inaccettabile“ e “impone interventi urgenti. La prima cosa da fare è chiudere immediatamente tutti gli ospedali di Messina, almeno fino a che non saranno state accertate le cause dei due decessi a dir poco anomali“. E incalza la Cgil: “Questi episodi tragici sono il frutto delle politiche sanitarie del governo Cuffaro e dei deficit conseguenti delle strutture siciliane. In Sicilia non viene applicata la norma nazionale sull`accreditamento delle strutture, sulla verifica cioè della congruità in termini di attrezzature e personale“. E però precisano: “In questo contesto ferma restando l`opportunità di accertare le responsabilità e di dare giustizia alle famiglie, è evidente che non possono essere i medici gli unici capri espiatori ogni volta che accade qualcosa di tragico, ma bisogna guardare oltre“.

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