15 Settembre 2005

Contro il caro prezzi scendono in piazza associazioni e cittadini

Contro il caro prezzi scendono in piazza associazioni e cittadini






PESCARA – “La gente deve sapere perché si pagano 2 euro e mezzo per un chilo di zucchine che, all`origine, costa solo 70 centesimi“. Siamo sempre lì, anche per il direttore della Coldiretti di Pescara, Vittorio Cicerone, la zucchina è il prodotto simbolo del caro-prezzi contro il quale, dall`entrata in vigore dell`Euro, si scagliano le varie associazioni dei consumatori. Accanto a quest`ultime (Codacons, Adusbef, Federconsumatori, Adoc) e ai sindacati confederali, ieri è scesa in piazza – nei pressi della vecchia stazione – anche l`associazione degli agricoltori, per unirsi al quinto sciopero nazionale della spesa. “Abbiamo invitato i cittadini – spiega il segretario regionale della Federconsumatori Abruzzo, Pasquale Di Ferdinando – a rinunciare, per un`ora (dalle 11,30 alle 12,30), ad ogni tipo di acquisto e ad evitare l`utilizzo, per almeno cinque minuti, di qualunque servizio che comporti il pagamento di una tariffa (luce, gas, telefono). Il fatto che anche i produttori agricoli abbiano aderito all`iniziativa è un buon segno; preoccupante è invece la mancata partecipazione dei sindaci abruzzesi“. Produttori e consumatori uniti nella lotta, dunque, la testa e la coda della filiera alimentare. I problemi sono però nel mezzo, come spiega ancora Cicerone: “Siamo qui per dimostrare che lo spropositato aumento dei prezzi di certo non arricchisce noi. Delle 580 euro che ogni cittadino spende in media per i prodotti alimentari, solo 80 finiscono nelle tasche dei coltivatori“. A mancare sono i controlli, secondo i promotori dell`iniziativa, i quali si battono per l`istituzione di un`autorità garante di vigilanza sulle tariffe e di un osservatorio sui prezzi, nonché per una maggiore liberalizzazione nei settori petrolifero, bancario e delle telecomunicazioni. “Dobbiamo diffondere una cultura del consumo – dice il presidente di Federconsumatori, Nevio Felicetti – e smetterla di accettare supinamente l`aumento incontrollato di qualsiasi prezzo o tariffa. C`è gente che non arriva più alla fine del mese, e che è stanca di subire veri e propri soprusi“.






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