Un successo a sentire le associazioni dei consumatori
-
fonte:
- Corriere della Sera
Un successo a sentire le associazioni dei consumatori che lo hanno indetto. Un`operazione controproducente secondo le rappresentanze del mondo del commercio. Fa discutere il quinto sciopero della spesa proclamato per la giornata di ieri da Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori (riunite nell`Intesa consumatori).
IL REBUS DELL`ADESIONE – “Il 55 per cento dei milanesi ha rinunciato ad almeno un acquisto“, rivendica il presidente lombardo del Codacons, Marco Donzelli. La stessa associazione stima in un terzo il numero degli italiani che avrebbero accolto l`invito a interrompere l`utilizzo dell`energia elettrica dalle 11.30 alle 11.35, come richiesto dall`Intesa. Il grado di adesione all`iniziativa è difficile da misurare. Aem, in particolare, smorza gli entusiasmi: “A Milano non abbiamo notato riduzioni dei consumi energetici“. Lo stesso Codacons precisa che “la partecipazione di quest`anno non è confrontabile con quella delle passate edizioni, quando l`invito a non comprare riguardava fasce orarie differenti“.
MICHETTA D`ORO – Intanto Federconsumatori solleva il caso “michetta“. “L`Istat l`ha tolta dal paniere di prodotti per cui viene rilevato il prezzo. Il nostro sospetto è che i panificatori ne abbiano approfittato per far lievitare i listini“, dice Roberto Trefiletti in rappresentanza dell`associazione. E ancora: “Secondo le nostre verifiche su una decina di panifici la michetta non scende mai sotto i tre euro al chilo. In centro raggiunge i 3,40-3,50“.
STANGATA SUL RISCALDAMENTO – Secondo una verifica di Altroconsumo, gli aumenti del gas e del gasolio costringeranno le famiglie milanesi a spendere quest`inverno in media 250 euro in più per riscaldare un appartamento di cento metri quadri. Nella classifica dei rincari top dell`anno (dati Istat agosto 2005 su agosto 2004) compare anche l`energia elettrica (più 4,1 per cento, pari a due volte e mezzo l`inflazione registrata a Milano). Altri capitoli di spesa fondamentali sono sanità e istruzione. Servizi medici e dentisti hanno registrato aumenti del 4 per cento. “In questa voce sono comprese le prestazioni private di oculisti, cardiologi, ginecologi, pediatri. Specialisti che spesso vengono consultati in privato per evitare le liste d`attesa“, precisa l`esperto di Altroconsumo. Sul fronte scuola, oltre ai libri di testo, sono aumentate anche le rette delle università e l`iscrizione ai corsi di formazione professionale. Per finire, resta il dolente capitolo casa. “Il mattone ha raggiunto ormai prezzi proibitivi. Ma l`acquisto dell`appartamento è solo l`inizio – rileva Cavuoti -. Anche gli onorari di idraulici, manovali ed elettricisti hanno registrato aumenti consistenti“. Ed è così che sotto la voce “casa“ scompaiono gran parte dei risparmi dei milanesi.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: black out, commercianti, Inflazione, Istat, Prezzi, Sciopero, spesa
