15 Settembre 2005

La pietra dello scandalo è il biglietto a due euro


La pietra dello scandalo è il biglietto a due euro per raggiungere la nuova Fiera. “Troppo caro“, protestano i sindaci di Rho e Pero. “Anche noi vogliamo il biglietto a un euro“, si è aggregato ieri alla contestazione il sindaco di Sesto, Giorgio Oldrini. “Ritengo sia venuto il momento di metterci tutti attorno a un tavolo – Atm, Comune di Milano, Provincia e comuni dell`hinterland – per discutere una seria politica tariffaria“, incalza Oldrini.

TAVOLO SULLE TARIFFE DEI BIGLIETTI – La richiesta di un tavolo per discutere dei prezzi dei trasporti arriva anche dalla Provincia. “Abbiamo inviato oggi una lettera a Comune di Milano e regione Lombardia per chiedere un incontro urgente“, annuncia Paolo Matteucci, assessore ai Trasporti di Palazzo Isimbardi. “Non è il Comune a fissare le tariffe extraurbane – ribatte Giorgio Goggi, assessore ai Trasporti sotto la Madonnina -. Il Sitam, il vecchio sistema di tariffe a zone, è regolato da una legge regionale e da una delibera della giunta provinciale. Atm applica regole stabilite da altri. Se la Provincia vuole abbassare le tariffe, non ha che da cambiare la propria delibera“. Nel frattempo, Atm ha calcolato in 20 milioni di euro l`anno la perdita che si avrebbe se venissero abbassati i prezzi dei biglietti nella prima e seconda fascia dei comuni dell`hinterland. “Va ricordato che le tariffe non applicate devono essere rimborsate dalle amministrazioni pubbliche agli operatori del trasporto. In caso di sconti sulla tratta per Pero e Rho, chi pagherà?“, si chiede ancora Goggi.

CAROBENZINA – Ma non è solo il trasporto pubblico a impensierire i milanesi. C`è anche il carocarburanti. Ieri si è tenuto lo sciopero della spesa organizzato dall`Intesa consumatori. Le quattro organizzazioni che hanno promosso l`iniziativa (Codacons, Adoc, Adusbef e Federconsumatori) hanno invitato i milanesi a boicottare per due ore le pompe di benzina. Continua anche la campagna contro il carocarburante condotta da Altroconsumo. Dal 31 agosto scorso l`associazione monitora una cinquantina di distributori cittadini. Risultato: “In due settimane, a Milano, il prezzo medio della benzina è aumentato del 3,9 per cento, quello del gasolio del 4,6“, dice Michele Cavuoti, responsabile ricerche di mercato dell`associazione.

ESPOSTO E BOICOTTAGGIO – Di qui la decisione di presentare un esposto alla Finanza. E di segnalare con un cartello le 15 pompe di benzina milanesi che, per i prezzi troppo elevati, meriterebbero di essere boicottate. “Per chi ogni anno fa 15 mila chilometri con un`auto a benzina gli aumenti del carburante comporteranno un incremento medio di spesa di 150 euro, 200 in caso la vettura marci a gasolio“, stima Cavuoti. Poi ci sono spese di manutenzione e i pezzi di ricambio. Altre voci in testa alla classifica dei rincari.

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