14 Settembre 2005

Patente a punti, no alla super-multa




La Lega Nord annuncia battaglia in Parlamento contro l annunciato decreto con il quale dovrebbero essere elevate a cifre astronomiche (da 500 a 2mila euro!) le sanzioni per gli automobilisti che, ricevuta una contravvenzione e in assenza di una specifica identificazione del conducente, si siano rifiutati di rivelarne l identità. La mega-multa è una delle novità contenute nel provvedimento (esaminato ieri in pre-Consiglio dei ministri, che ha dato il via libera: dovrebbe approdare a Palazzo Chigi già venerdì) con il quale il governo intende sanare il vuoto legislativo apertosi dopo la pronuncia 27/05 della Corte Cosituzionale. La Consulta aveva infatti dichiarato illegittima la decurtazione dei punti dalla patente all automobilista, non identificato come conducente del veicolo, che non avesse dichiarato chi fosse alla guida. Numerosi ricorsi erano stati presentati, in questi mesi, da cittadini intenzionati a riottenere quei punti cancellati, a loro giudizio, in modo del tutto arbitrario. Non solo i ricorrenti, ma tutti coloro che si trovano nella medesima situazione dovrebbero presto – se il decreto fosse effettivamente emanato – vedersi la patente totalmente reintegrata . Per riottenere i punti perduti sarà comunque necessario che l interessato presenti una specifica istanza. Fin qui, tutto tranquillo. La polemica sorge però al primo comma dell unico articolo del quale il decreto si compone, quello che innalza d ora in poi – e in modo vertiginoso -la sanzione per gli automobilisti presunti innocenti ma di certo silenti (sempre – ed è novità di ieri – che non ci sia giustificato e documentato motivo che impedisce di sapere chi fosse alla guida). Su questo, il Carroccio è chiarissimo: “Il nostro gruppo – spiegano dalle aule parlamentari – si è espresso in passato in modo nettamente negativo. Confermiamo questo giudizio. Non è corretto inasprire in tal misura la sanzione pecuniaria; in questo modo si penalizzano solo i cittadini meno abbienti“. Sarà, dunque, braccio di ferro in Parlamento. Federico Bricolo, sottosegretario leghista alle Infrastrutture, prova a mediare tra le posizioni di governo e Carroccio: “Noi vogliamo salvare la logica della patente a punti, che ha avuto successo, dando risultati ottimi, responsabilizzando il cittadino e abbassando il numero di vittime sulla strada. Però alcune cose non ci vanno bene“. Prima tra tutte, ça va sans dire, la questione della super-multa. “Chi non ha problemi di soldi non avrà difficoltà a pagare una multa che dovesse anche arrivare a 2mila euro. Gli altri, invece, saranno costretti alla delazione oppure a svenarsi . Non mi pare un modo corretto di impostare la questione“. Bricolo auspica quindi che possano essere battute anche altre strade, “perché non possiamo puntare tutto sulle sanzioni pecuniarie“. Anche alcune associazioni di consumatori, come il Codacons, propongono misure alternative alla super-multa. Bricolo commenta: “Immagino che il Parlamento dibatterà molto sul tema; lì si potrà aprire una discussione per giungere a risultati diversi rispetto agli attuali“. Il decreto, comunque, è inevitabile, “perché va a sanare un vuoto legislativo creato dalla sentenza della Corte Costituzionale. È giusto intervenire con il nuovo decreto, i cui contenuti però dovranno essere meglio discussi in Parlamento. Duemila euro sono tanti per un operaio…“. D altra parte, la pioggia di contravvenzioni pare da qualche tempo essere lo strumento preferito dalle amministrazioni locali per tappare qualche buco di troppo nel bilancio. “Ecco – si infervora Bricolo – questo di sicuro non è più accettabile. Ci sono Comuni che pensano di risanare i propri conti affibbiando centinaia di multe ai cittadini. Per fare questo, utilizzano i vigili urbani per veri e propri agguati con l autovelox. Le norme del codice della strada devono essere fatte rispettare, ma non possono essere lo strumento per tartassare ulteriormente il cittadino, già alle prese con troppe gabelle ufficiali e sempre più in difficoltà nella battaglia per arrivare a fine mese. So di numerossimi casi di automobilisti che, senza aver commesso alcuna imprudenza e in situazioni di nessun pericolo per la sicurezza stradale, si sono ugualmente visti comminare salate contravvenzioni. Questo non è giusto, è vergognoso, su questo ci stiamo battendo, ci batteremo e anche la Padania ha giustamente sollevato il problema“. La patente a punti, per il Carroccio, non deve insomma diventare lo strumento coercitivo per fare cassa. La presentazione del decreto potrebbe essere anche l occasione per rimettere mano alla contestatissima norma sulla confisca del motorino. Proprio ieri il ministro delle Infrastrutture, Pietro Lunardi, ha precisato che da parte del governo non c`è nessuna volontà di penalizzare i motociclisti né di operare discriminazioni o di eccedere con le sanzioni. Lunardi ha voluto così rispondere al presidente della Federazione Motociclistica Italiana (Fmi), Paolo Sesti, che gli aveva indirizzato una lettera aperta lamentando una fortissima discriminazione nei confronti dei motociclisti. Il ministro – si legge in una nota della Fmi – dimostrando una notevole e molto apprezzata sensibilità, si dice d accordo in generale con le argomentazioni del presidente Sesti, affermando in particolare che non si debbano fare discriminazioni né eccedere sul piano delle sanzioni . Il ministro Lunardi aggiunge inoltre, nella sua risposta, che “da parte del Governo non c`è alcuna volontà di penalizzare i motociclisti. Le norme sono perfettibili e non escludo che proprio il Parlamento possa valutare a brevissimo termine correttivi alle sanzioni. In Parlamento sarà possibile introdurre norme che razionalizzino il sistema delle sanzioni. In quella sede sarà pertanto possibile affrontare un riassetto complessivo delle norme, a cominciare da quelle che riguardano i motociclisti“.

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