13 Settembre 2005

In 34mila sui banchi con molti problemi

In 34mila sui banchi con molti problemi



Primo giorno di scuola, a orario ridottto, ieri mattina per 34mila 143 studenti delle scuole pordenonesi di ogni ordine e grado. Salvo l`anticipo di Ipsc Flora e Itc Mattiussi, che avevano riaperto i battenti venerdì scorso, le vacanze sono terminate per gli scolari dei 3 circoli didattici, delle medie Centro storico, Pasolini e Lozer, oltre che negli istituti superiori Leopardi – Majorana, Grigoletti, Ipsia Zanussi, Itg Pertini e Itis Kennedy.
La campanella è suonata anche per 3mila 588 docenti e 1170 amministrativi, tecnici e ausiliari alle prese con il nuovo anno scolastico, che decolla all`insegna di una stagione rovente: tra problemi vecchi e nuovi figurano la riforma Moratti, le scarse risorse economiche a disposizione di questo comparto, l`attesa del rinnovo del contratto per il personale della scuola pubblica, la situazione incerta del precariato, la carenza di immobili, aule attrezzate e palestre sul nostro territorio.

«La scuola ha bisogno di essere sostenuta anche dall`esterno, mentre assistiamo a uno scarso riconoscimento di questa istituzione – spiega Sergio Chiarotto, dirigente scolastico del liceo Leopardi – Majorana -. L`inizio dell`anno scolastico, checché se ne dica, è sempre un momento magico, un po` come il ciclo della natura, dove le stagioni si susseguono e tutto ritorna: l`inizio della scuola non è una cosa automatica, ma il frutto dell`impegno di molte persone. È il simbolo della più viva normalità».

Ma se le questioni aperte sono ancora tante, come dimostra il malessere diffuso e generalizzato che presto prenderà corpo con una serie di manifestazioni pubbliche di protesta, le famiglie tremano: secondo i dati diffusi dal Codacons, hanno speso mediamente 621 euro per far fronte alcaro scuola, ossia per le iscrizioni e l`acquisto di libri di testo, quaderni, zaini, cancelleria, oltre che per mense e trasporti. A questi primi costi si aggiungeranno, durante l`anno, gli “oboli“ via via dovuti alle scuole per progetti didattici, corsi, materiale vario e altre attività che altrimenti, senza lesponsorizzazioni di mamme e papà, non sarebbe possibile realizzare.

«Le lezioni sono partite, ma la scuola è al palo – denuncia Gianfranco Dall`Agnese, della segreteria provinciale della Cgil di settore -. Nelle superiori mancano aule e palestre; spesso i locali non sono sicuri. Nella primaria invece le famiglie chiedono tempo pieno e tempo prolungato, come alla Pasolini e a Spilimbergo. Mancano scuole per l`infanzia a Cordenons, Pordenone e Spilimbergo, mentre non decolla la ristrutturazione del Centro studi di Pordenone. Complessivamente, assistiamo al taglio di varie attività, specialmente quelle d`integrazione degli studenti stranieri e diversamente abili. Per questo motivo intendiamo aprire un tavolo, assieme alle rappresentanze degli Enti locali e delle parti sociali. Dobbiamo bloccare la riduzione delle risorse disposte dalla varie finanziarie. Questa richiesta rivolta al ministero della Pubblica istruzione deve venire da un coro di voci unito e compatto».

La campanella del secondo giorno è squillata, ma molti (e non soltanto i ragazzi) pensano già alle prossime festività. Tenendo conto dei calendari regionali e dell`autonomia dei singoli istituti, si comincerà con la Festa di tutti i Santi (martedì primo novembre), l`Immacolata Concezione (giovedì 8 dicembre) e, il più atteso: Natale (dal 23 dicembre ai primi giorni di gennaio).



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