13 Settembre 2005

Compagnie di 26 Paesi nella «lista nera» del Codacons

Compagnie di 26 Paesi nella «lista nera» del Codacons



Parte da Catania una campagna per fare della sicurezza dei voli una realtà tangibile e non un`enunciazione di buone intenzioni. Parte da Catania un pacchetto di proposte operative a difesa degli utenti del trasporto aereo. Promotori dell`iniziativa nazionale il Codacons e le altre associazioni per la tutela dei diritti dei consumatori, che da mesi ormai raccolgono le segnalazioni dei passeggeri su disservizi, guasti, maltrattamenti. Sulla base di queste denunce gli enti hanno deciso di consegnare all`Enac e all`on. Pippo Gianni, componente della Commissione Trasporti della Camera dei deputati, una serie di suggerimenti in grado di elevare gli standard di sicurezza.
«Tra le proposte che presenteremo – ha annunciato Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons – una squadra speciale che effettui check up completi sulle compagnie, rappresentanti dei consumatori negli organi di controllo, interventi di manutenzione mensili, controlli accurati sul personale, rispetto della carta dei servizi finora ignorata in Italia».
Tanasi ha poi mostrato la «lista nera» delle compagnie ritenute a rischio, compilata sulla base di informazioni raccolte dal Codacons e consultabile sul sito www.codacons.it. Vi figurano 39 compagnie di 22 Paesi (manca l`Italia) e tutte le compagnie di quattro Paesi (Gambia, Guinea, Liberia e Tajikistan).
«Chiederò al ministro – ha detto Gianni, che oggi presenterà le proposte alla Commissione Trasporti della Camera – la lista nera in possesso del governo e cosa è stato fatto dal giorno dell`incidente dell`Atr 72 a oggi. Inoltre, il ministero deve imporre subito verifiche su tutti gli Atr che volano nei nostri cieli. Tra l`altro, ma la notizia va verificata, sembra che l`industria che produce i pezzi di ricambio degli Atr sia fallita. Se così fosse questi aerei andrebbero fermati subito».
Molto interessante l`intervento di Pietro Paolo Bonfiglio, vice direttore dell`aeroporto Fontanarossa e ispettore Safa, il programma che si occupa specificamente del controllo sugli aeromobili stranieri che atterrano sul nostro territorio. «Purtroppo alcune magagne si scoprono – ha spiegato il dirigente Enac – altre restano nascoste. Del resto, noi abbiamo a disposizione solo il tempo di sosta degli aeromobili stranieri (45`-50` di norma, ma 30` per gli Atr) per verificare il rispetto dei requisiti Icao (aspetto esterno, capina di pilotaggio, cabina passeggeri). Non è previsto il controllo interno del motore perché questo andrebbe disigillato e i tempi stretti non lo consentono. Per quanto riguarda, invece, gli aerei nazionali e comunitari l`Easa ha stabilito standard elevatissimi in termini di sicurezza, con un`attenzione quasi maniacale su tutti i particolari».

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