13 Settembre 2005

CARO-PREZZI, CONSUMATORI IN SCIOPERO

CARO-PREZZI, CONSUMATORI IN SCIOPERO

Due proteste per indurre il governo a tutelare i redditi dei cittadini sui quali pesano 1000 euro di aumenti




Il caro-petrolio trascina al rialzo luce, gas ed elettricità. Fa lievitare la benzina, riducendo sempre di più il potere di acquisto degli italiani, progressivamente ridotto dall?ingresso dell?euro. E quest?anno, come accade da molti a questa parte, il ritorno dalle ferie sarà caratterizzato da una serie di correzioni al rialzo che peseranno sulle tasche delle famiglie per ben 1000 euro. Un ennesimo buco nel bilancio familiare che ha indotto le associazioni dei consumatori ad indire per domani, il quinto sciopero della spesa, chiedendo una riduzione generalizzata dei prezzi del 20 per cento, «perchè le famiglie italiane sono stanche di non poter più comprare», come spiega i leader di Federconsumatori, Rosario Trefiletti. Dalle 11,30 alle 13,30 l?IntesaConsumatori (che racchiude Federconsumatori, Adoc, Adusbef e Codacons) chiede ai cittadini di astenersi da qualunque tipo di acquisto puntando l?indice sulla politica del governo, causa dello «sfacelo del Paese e dei diritti dei cittadini», culminato, secondo l?Intesa, dal decreto salvacompagnie che ha permesso forti aumenti delle tariffe Rc auto, «nonchè forti dividenti agli azionisti». L?agitazione culminerà in tarda mattinata davanti a Montecitorio con distribuzione di ortaggi e frutta e lampadine a basso consumo, e l?oscuramento del palazzo del Parlamento. «Ogni italiano ? prosegue Trefiletti ? dovrà rinunciare ad effettuare almeno un acquisto. Basterà disertare negozi, banche, pompe di benzina, uffici comunali e statali, ma anche non effettuare telefonate, spegnere il motore se ci si trova immersi nel traffico e, se ci si trova con i bambini al parco, tenerli lontani dalle giostre e farli giocare con il pallone». Tra le rivendicazioni delle associazioni, la liberalizzazione del settore energetico, la defiscalizzazione del cuneo fiscale, la riduzione di 10 centesimi delle accise sulla benzina, la restituzione del fiscl-drag, la riduzione dell?Iva sul metano al 10 per cento, il blocco delle tariffe, la liberalizzazione dei saldi e l?applicazione dello sconto sui farmaci.
Ma lo sciopero degli acquisti non è l?unica iniziativa in programma per domani. Un altro gruppo di associazioni dei consumatori ha deciso di unire le forze e lanciare un?altra protesta che scaturisce sempre dai rincari ma che prevede altri meccanismi. Alle 21.00 di domani chi vuole trasmettere il senso di disagio che i continui aumenti hanno sulla vita di ognuno dovranno spegnere la luce per 5 minuti. Assoutenti, Confconsumatori, Lega consumatori, movimento dei consumatori, Movimento in difesa del cittadino e l?Unione nazionale dei consumatori, invece che rinunciare per due ore agli acquisti, preferiscono stare al buio per qualche minuto. La luce diventa il simbolo dei rincari, dato che dal primo ottobre tra energia, gas, benzina e costi dei trasporti per le merci, gli euro in più da tirare fuori dalle tasche saranno 661 (66 per luce e gas, 155 per il riscaldamento, 300 per la benzina e 140 per il trasporto delle merci). Senza considerare che a questi vanno aggiunti gli aumenti dei prodotti scolastici e della casa: altri 236 euro da spalmare sull?intero anno a venire. Paolo Landi, presidente dell?Adiconsum spiega che «il consumo notturno e festivo va ridotto così come le imposte che gravano sui carburanti attraverso il taglio delle accise». Ma è fondamentale, conclude «aumentare la concorrenza nel settore dei carburanti, dando il via libera alla distribuzione di benzina nei supermercati».
Due proteste che dovrebbero indurre il governo a lavorare sul fronte della famiglia, per tutelare i più deboli e anche i giovani. Un suggerimento che a pochi giorni dalla presentazione della Finanziaria, cade ad hoc.

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