La truffa più odiosa, il furto dell?identità di anziani e disabili
-
fonte:
- Il Mattino
La truffa più odiosa, il furto dell?identità di anziani e disabili. Con una scusa carpiscono il codice fiscale, che è quella sequenza di numeri e lettere legata al nostro nome fino alla morte e che consente di far di voi – a vostra insaputa – soci di compagnie fallimentari, correntisti di conti bancari in rosso profondo, debitori insolventi messi all?indice dalle banche in un elenco di buoni e cattivi che si chiama «centrale rischi» e che vuol dire un ostracismo bancario quasi incancellabile. Ottenuto il codice si falsificano le firme, si chiedono prestiti e si scompare con quel che si riesce a raggranellare. Pare incredibile sia così facile, eppure accade. Parola di una storica associazione per la difesa dei consumatori. «Piccoli finanziamenti da due-tremila euro – spiega l?avvocato Giuseppe Ursini vicepresidente nazionale del Codacons e suo legale rappresentante – ma anche pesanti mutui, grossi debiti, contratti da una società costituita solo al fine di pompare un po? di denaro prima del previsto fallimento». Ursini sta trattando il caso di un giovane invalido al cento per cento al quale è stata rubata l?identità. Lui non può capire quel che accade, la sua famiglia fortunatamente sì e lo sta difendendo dall?assalto delle banche, rimaste con il cerino in mano. Sarà comunque lungo, e costoso, il cammino per dimostrare il furto d?identità. Una truffa odiosa, il classico morso del parassita. Cosa insegna questa storia, Ursini? «Insegna la diffidenza assoluta, totale, impietosa. È provato che le truffe ad anziani e soggetti deboli è molto più diffusa di quanto non risulti: l?anziano teme il giudizio dei parenti e degli amici che spesso saltano alle conclusioni; truffato uguale incapace. Non è così, ovviamente. Ma l?anziano, intimidito dall?ambiente, quasi sempre non denuncia. Così diventa difficilissimo prevenire». Diffidenza assoluta, dunque. «Senza timore d?essere scortesi, tipico delle persone per bene. Non dare a nessuno, per nessun motivo, il codice fiscale. Non ascoltare chi propone grandi affari al volo, per strada. Non impietosirsi di chi dice di essere in tale difficiltà da vendere, lì per lì, l?orologio. Se si presenta un addetto di luce ed acqua ricordare che raramente, ormai, è necessario far entrare estranei. Esigere, comunque, un documento identificativo dell?ente. Non ne fate entrare più di uno per volta, state sempre con lui mentre opera. E se chiede di andare al bagno, ditegli che è rotto e riportatelo alla porta». Quasi una paranoia, avvocato. È necessario? «Sì, assolutamente. Si tratta di gruppi organizzati, che colpiscono nei quartieri alti e bassi senza distinzione. Gente in grado di raccogliere anche informazioni sulle vittime. E che batte una zona a volta. Considerazione che ci spinge a ricordare che, se si denunciasse, polizia e crabinieri potrebbero far qualcosa di più per bonificare il quartiere dove si verificasse la prima truffa». È così difficile prenderli? «Senza denunce tempestive difficilissimo». Quante sono queste truffe? «A nostra esperienza riteniamo ci sia un?incidenza di un truffato ogni dieci anziani». Prevenzione? «Oltre alla diffidenza occorrerebbe un ruolo più attivo delle famiglie che devono proteggere prima e sostenere, poi, in caso di truffa. Sarebbe necessaria anche una maggiore assistenza domiciliare per gli anziani». Chi arriva da voi? «Solo i più arrabbiati, gli umiliati, e quelli ai quali è stato preso tutto. Chi può, e sbaglia, evita». Perché dovrebbero esporsi al giudizio e ad una battaglia giudiziaria? «Per rispetto di sè, per fermare gruppi che, nel silenzio, si muovono indisturbati».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VARIE
-
Tags: Banche, furto, Giuseppe Ursini, identitã , truffa
