12 Settembre 2005

Disservizi alle Poste, processo ai dirigenti






Il disservizio postale finisce in Tribunale: il 14 settembre prossimo i vertici provinciali delle poste, dinanzi al giudice, dottoressa Chianese, dovranno dar conto delle inefficienze che hanno tormentato gli utenti salernitani nei mesi scorsi, creando non solo fastidi, ma anche danni economici, con ritardati pagamenti (e conseguenti addebiti di interessi di mora), su bollette e tributi vari recapitati in ritardo dal servizio postale. «La nostra – spiega l`avvocato Raffaella D`Angelo, del Codacons – è un`azione innovativa mai intentata in provincia di Salerno: puntiamo ad inibire il comportamento fino ad ora tenuto dalle Poste ed alla remissione in termini degli utenti». Vale a dire che, se il giudice dovesse dar ragione ai legali del Codacons, i ritardi fino ad oggi addebitati agli utenti verrebbero d`un sol colpo cancellati, e le Poste dovrebbero accollarsi tutte le conseguenze (anche economiche) del loro disservizio. «Le lamentele – dice la D`Angelo – sono state fino ad oggi numerose, da marzo e per tutta l`estate. Ma segnalazioni di problemi in alcune aree ne registriamo ancora oggi». Nei mesi scorsi le punte massime del disservizio si sono registrate a Sarno, a Roccapiemonte, a Nocera e a Pagani. A Bellizzi, tempo fa, è dovuto intervenire addirittura il prefetto per intimare al locale ufficio postale di smaltire la corrispondenza inevasa. Problemi anche nella zona orientale di Salerno ed in un paio di strade centrali. «Colpa dell`influenza – si giustificano gli addetti ai lavori – e anche delle ferie arretrate. Ogni giorno quasi tutti gli uffici registrano carenze di personale». «Le situazioni più incresciose – lamenta ancora il legale del Codacons – riguardano le fasce sociali più deboli, che il più delle volte hanno difficoltà ad attivarsi con Enel, Telecom ed altre aziende di erogazione e somministrazione, per pagare il dovuto nei termini nonostante il mancato recapito delle bollette. È ingiusto che sull`utenza venga a gravare un disservizio totalmente imputabile alle Poste». La direzione provinciale intanto si è costituita nel giudizio intentato dal Codacons ed ha già presentato una memoria difensiva: secondo i legali delle Poste i disservizi sarebbero stati tutti risolti, mentre quelli registrati nei mesi scorsi sarebbero imputabili ai trimestrali che, non essendo a conoscenza delle zone loro assegnate, hanno provocato più di qualche problema. Vaste zone della provincia, infatti, vengono ancor oggi coperto da giovani assunti per pochi mesi, che necessitano di un periodo, spesso anche lungo, di “rodaggio“, per conoscere l`area di competenza. E l`avvincendamento con altri trimestrali (dal momento che di assunzioni a tempo indeterminato in Poste non vogliono sentir parlare) non sempre è indolore, tra rinunce e nuovi processi di “ambientamento“. «Quelle delle Poste sono giustificazioni risibili – obietta la D`Angelo – perché contrarie al buon senso ma anche ai diritti dell`utente, che pretendono un servizio adeguato ed efficiente». A ribadirlo, in Tribunale, il 14 settembre prossimo saranno direttamente due utenti, chiamati a testimoniare dal Codacons. «Ma i nostri uffici sono ancora aperti: vogliamo raccogliere quante più lamentele possibile per convincere il giudice che a questo andazzo bisogna finalmente porre un freno».

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