9 Settembre 2005

Grattino scaduto, riparte la battaglia

Grattino scaduto, riparte la battaglia


Il Codacons: «Una questione economica: il Comune non vuole rinunciare a quelle entrate»




Esponenti del centrosinistra e delle associazioni dei consumatori pronti a dare battaglia sulla questione delle multe per il «grattino scaduto». Stamattina e martedì prossimo, in proposito, si riunirà infatti la commissione Traffico di palazzo Carafa. E per l`occasione il presidente Roberto Martella ha convocato anche i rappresentanti cittadini di ben sei associazioni: Adiconsum, Adoc, Codacons, Lega consumatori, Movimento difesa del cittadino ed Unione nazionale consumatori. Oggi, a partire dalle 11.30, saranno ascoltati gli esponenti delle prime tre. «Per tentare di trovare con loro – ha annunciato lo stesso Martella – una soluzione al problema, che non vada contro la legge. Perché l`introduzione dell`avviso bonario, al posto della multa immediata, configurerebbe una violazione del Codice della strada». Tale giudizio sarebbe, tra l`altro, confermato da un parere del dirigente comunale al ramo, Sergio Aversa. E anche da un parere dell`Anci, che oggi l`assessore Gianni Peyla esibirà in commissione Traffico. Ma lo scontro è comunque inevitabile. Nell`ultima seduta della commissione, l`opposizione ha accusato la maggioranza di aver prima annunciato la modifica al Regolamento sulla sosta e poi di aver fatto clamorosamente marcia indietro. «Il dirigente Aversa – ha precisato il capogruppo dei Ds, Carlo Benincasa – ci deve dire, per iscritto, quale norma del Codice della strada sarebbe violata, con l`introduzione dell`avviso bonario». E sullo stesso punto torna pure Piero Mongelli, responsabile del Codacons di Lecce. «Proprio la Gazzetta, tempo fa, ha pubblicato la notizia della polizia municipale che si nasconde per fare le multe – spiega Mongelli – E ora tirano fuori tutta questa legalità? Non riesco a capire quale normativa vieti esplicitamente la possibilità di integrare il grattino scaduto. Qual è la norma violata? Basta considerare quando non esistevano i parcometri e si poteva pagare il di più direttamente al parcheggiatore. Non credo che ci sia mai stato un ausiliario del traffico accusato di omissione di atti d`ufficio. La questione è puramente economica: è chiaro che il Comune ha delle entrate e non vuole rinunciarvi. Il problema è che a tirar fuori i soldi è sempre il cittadino. A Lecce – conclude Mongelli – credo che le uniche sanzioni siano quelle per divieto di sosta».



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