9 Settembre 2005

Riforma, il governo stringe i tempi




Roma. La partita va chiusa entro la fine del mese per evitare rallentamenti nell`esame della Finanziaria.
Il governo stringe i tempi del disegno di legge sul risparmio che conterrà la riforma di Bankitalia. La tabella di marcia prevede che mercoledì 14 settembre il ddl approderà nell`Aula di Palazzo Madama mentre la settimana successiva prenderà il via l`esame e il voto sulle proposte di modifica.
Intanto, ieri, è scaduto il termine per la presentazione degli emendamenti. Sul filo di lana il governo ha depositato il suo, composto da un articolo in 10 commi, che ridisegna le regole della governance della banca centrale. E non contiene alcuna novità rispetto al testo approvato dal Consiglio dei ministri di venerdì scorso su iniziativa del ministro dell`Economia Domenico Siniscalco.
«Occorre fare presto» hanno ribadito i relatori del ddl Maurizio Eufemi (Udc) e Giuseppe Semeraro (An) che hanno proposto di modificare la normativa sui depositi bancari «dormienti» destinandoli, dopo 15 anni di mancato utilizzo, al fondo per l`ammortamento del debito del Tesoro.
Un emendamento del senatore forzista, Giampiero Cantoni, e uno firmato dai capigruppo dell`opposizione hanno recepito invece la norma sul passaggio della concorrenza bancaria all`Antitrust che era stata accantonata dal governo.
In concreto la riforma di Bankitalia si fonda su quattro punti-chiave. La novità principale riguarda il mandato a termine di sette anni, senza possibilità di rinnovo, per il Governatore. Segue il mutamento dell`assetto proprietario con il passaggio della maggioranza delle quote di partecipazione al capitale – ora detenute da banche private, compagnie di assicurazione ed enti – nelle mani di Stato, enti pubblici e fondazioni. Nel frattempo il diritto di voto dei vecchi azionisti sarà sospeso ed esercitato dallo Stato fino alla cessione. La collegialità dei poteri decisionali sarà garantita invece con l`introduzione del parere preventivo del Direttorio sui provvedimenti del governatore che abbiano rilevanza esterna. Ai fini della trasparenza, infine, si stabilisce che tutti gli atti dovranno avere forma scritta ed essere sempre motivati. E l`istituto dovrà tenere una relazione semestrale sulla propria attività al Parlamento e al governo.
La riforma concede due mesi di tempo alla Banca d`Italia per adeguare lo statuto alle nuove regole e 12 mesi per rivedere le istruzioni di Vigilanza. Inoltre un regolamento del governo, da adottare entro tre mesi dall`approvazione della legge, regolerà l`attuazione del riassetto proprietario.
La contro-proposta dell`Unione è confluita in un altro emendamento firmato dai capigruppo del centrosinistra. Prevede un mandato a termine di sette anni per il Governatore, una scadenza per il vertice attuale e poteri di vigilanza affidati al direttorio.
Prosegue frattanto la spinta delle associazioni dei consumatori per una svolta in tempi strettia a Bankitalia. Ieri davanti alla sede dell`istituto, in via Nazionale, rappresentanti di Intesaconsumatori hanno dato vita a una manifestazione di protesta (peraltro non autorizzata dalla questura). Sulle magliette indossate dai dimostranti erano impressi slogan: dal classico «Fazio vattene» al più colorito «Cozzitalia: attaccato allo scoglio come una cozza», riferito all`articolo del Financial Times di tre giorni fa. Fino ai «Furbetti del quartierino», come il finanziere Stefano Ricucci ha definito i protagonisti della scalata su Antonveneta.
La manifestazione si è trasformata in una sfilata dei membri di Adoc, Adusbef, Codacons, Federconsumatori, sotto lo sguardo curioso di turisti e passanti e alla presenza di alcune camionette di polizia e carabinieri. In tutto una dozzina di persone, che hanno chiesto fra l`altro una mozione parlamentare per aumentare la pressione su Fazio.

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