ll sindaco nega lo stadio sabato
-
fonte:
- Giornale di Vicenza
Ordinanza confermata: il Vicenza non gioca con il Piacenza alle 16. Gara rinviata
Non si gioca la partita Vicenza-Piacenza. La sfida tanto attesa contro gli ex Iachini, Margiotta e Moscardi era in programma sabato alle 15 e la gente di fede biancorossa l?aspettava con curiosità, trepidazione e speranza dopo la vittoria dei nuovi beniamini di Giancarlo Camolese contro il Cesena. Invece non si farà la partita perché il sindaco Enrico Hüllweck ha confermato la validità dell?ordinanza firmata il 29 agosto nella quale si vieta al Vicenza Calcio la disponibilità dello stadio Menti al sabato dalle ore 13 alle ore 19. Stadio negato dunque e partita rinviata, a data da destinarsi.
È stato questo l?epilogo amaro di un?altra giornata di zuffe verbali fra i dirigenti della Lega e i sindaci del coordinamento, sempre sul problema della serie B al sabato. Un campionato sempre più ?spezzatino? tra gare che si giocano e che saltano, tra recuperi (due ieri sera) e rinvii: una volta capire cosa diceva una classifica era la cosa più semplice di questo mondo, adesso provate un po? voi a capirci qualcosa…
Non c?è verso di venirne a capo. La Lega ieri s?è spostata dalle 15 alle 16 del sabato, orario limite, secondo Matarrese e gli altri dirigenti, per consentire di fare il “90° minuto“ della B alla Rai, che pagherebbe così 8 milioni e mezzo di euro, ossigeno puro per le società cadette. Ma il coordinamento dei sindaci, guidato dai ?falchi? Reggi (Piacenza) e Cofferati (Bologna) ha lasciato l?idea della domenica per concedere sì gli stadi al sabato, ma non prima delle 19.
Matarrese
minaccia
il blocco
«O si gioca sabato alle 16 oppure le società di serie B sono pronte a prendere decisioni molto, molto pesanti come il blocco del campionato». Lo ha detto il vicepresidente di Lega per la serie B, Vincenzo Matarrese.
«Capisco i sindaci – ha detto – ma li ho supplicati di capire anche le nostre esigenze. Le 19 sono un orario strano e non ci consente alcuna visibilità televisiva, per le esigenze della Rai possiamo accettare solo le 16. Il nostro campionato è un dramma, visto che negli ultimi due anni sono fallite sette società. Io non voglio fallire – ha aggiunto Matarrese, che è presidente del Bari – i sindaci si assumano le loro responsabilità e, se non vogliono cambiare, vengano loro ad amministrare le nostre società di calcio».
Cofferati
replica
con ironia
«I presidenti di serie B hanno una totale dipendenza dalla televisione. Il fatto di non avere possibilità di avere il loro “90° minuto“ è visto come un ostacolo insormontabile». È il commento del sindaco di Bologna Sergio Cofferati.
«I sindaci hanno lasciato un ampio margine di trattativa. La nostra disponibilità sulla sera del sabato non è stata presa in adeguata considerazione dalle società di serie B. C?è un?opinione comune di tutti i sindaci, al di là degli schieramenti, come pure di tutti i tifosi. Ci sono problemi oggettivi – sostiene ancora Cofferati – che non possono essere ignorati, problemi che rendono impraticabile la scelta di giocare le partite di B al sabato pomeriggio».
Cofferati ha confermato anche che, in virtù dell?ordinanza emessa nei giorni scorsi e in virtù del mancato accordo in Lega, la partita di sabato, il derby Bologna-Modena, non si giocherà.
Pure Verona
schierata
per il divieto
«Giocare le partite alle 16 del sabato è un risultato minimo ma non sufficiente». Questo il commento del sindaco di Verona Paolo Zanotto. «La proposta della Lega di far slittare gli incontridi un?ora rispetto a quanto previsto originariamente – ha osservato Zanotto – salvaguarda la possibilità di far svolgere a Verona il mercato dello stadio e quindi è un risultato positivo per gli ambulanti e per le migliaia di cittadini che tradizionalmente fanno qui i loro acquisti. Tuttavia, questa proposta non garantisce ai tifosi il diritto a seguire le partite del Verona allo stadio e impone per motivi di sicurezza la chiusura anticipata dei negozi del quartiere, in un giorno, il sabato tradizionalmente dedicato alla spesa delle famiglie. Rimane poi aperta – prosegue Zanotto – anche la questione dello sport giovanile, del mondo dell?associazionismo, delle attività parrocchiali. Insomma, di tutte quelle attività che da sempre si svolgono al sabato pomeriggio e che verrebbero penalizzate».
Tra i sindaci
le ?colombe?
sperano
Nel coordinamento dei primi cittadini che hanno aderito alla proposta di Roberto Reggi di Piacenza, il primo ad opporsi frontalmente, non tutti la pensano però allo stesso modo, non tutti cioè mostrano la stessa intransigenza nell?affrontare il nodo delle partite al sabato pomeriggio. E chi spera nella riuscita di una mediazione. Per esempio il sindaco di Modena Giorgio Pighi, che dice: «Le amministrazioni hanno fatto passi decisivi nel valutare e comprendere le esigenze delle società di serie B e della Rai, ora tocca a loro fare altrettanto. Anche se sarà una difficile mediazione».
Pighi riconosce l?esigenza dei club di serie B : «Abbiamo preso atto della necessità della categoria di differenziarsi dalla A, sulla nostra proposta di giocare il sabato alle 19 si è avviata una discussione articolata e vivace, che si è conclusa con la presa d?atto delle reciproche ragioni. Un fatto importante, avvenuto per la prima volta dall?inizio della vicenda».
Reggi
punta
sui tifosi
Ma il leader del coordinamento resta sulle sue posizioni. «Restano problemi di scollamento e distanze ancora rilevanti – ha detto Roberto Reggi, sindaco di Piacenza, in una conferenza stampa congiunta con Galliani – abbiamo tuttavia la speranza che il problema si risolva».
A proposito della necessità che il ?prodotto serie B? ottenga un?adeguata visibilità televisiva, Reggi ha osservato: «Non credo che i proventi di un “90° minuto“ siano in grado di salvare la serie B italiana. Si può salvare, invece, mantenendo una forte partecipazione del pubblico allo stadio, cosa che non potrebbe accadere giocando alle 15 o alle 16, visto che a quell?ora ci sono ancora molte persone che lavorano. Per di più – ha spiegato Reggi – da un calcolo risulta che i ricavi dei diritti televisivi coprirebbero soltanto un decimo dei proventi totale delle società».
E per l?Aic
non si può
sabato sera
Difficile comunque mettere insieme tante esigenze. C?è l?Aic, l?associazione dei calciatori, che ha ribadito anche di recente la sua contrarietà a far giocare le partite il sabato sera: significherebbe, secondo l?organismo guidato da Sergio Campana, mettere a repentaglio la salute dei giocatori sui terreni ghiacciati. E poi ci sono gli esercenti dei cinema che, attraverso la loro associazione, hanno manifestato ugualmente contrarietà alle partite il sabato sera nel timore di un?ulteriore flessione degli spettatori. E c?è ancora il Codacons, una delle associazioni dei consumatori, che insiste nel voler ricorrere al Tar contro le decisioni dei sindaci…
La domanda è: qualcuno alla fine penserà ai tifosi, agli appassionati di calcio traditi da questo braccio di ferro interminabile e qualcuno capirà prima o poi che così proprio non si può più andare avanti se si vuole salvaguardare la bellezza e l?interesse del campionato?
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VARIE
