CARO DIARIO, AUMENTI ANCHE QUEST?ANNO
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fonte:
- Famiglia Cristiana
Uno studente di prima media costa mediamente 500 euro.
E andare all`università è quasi come accendere un mutuo…
Librai, cartolai ed editori negano. Quest?anno, dicono, libri di testo e materiale scolastico non avrebbero subìto rincari sensibili: al massimo, un aumento di un euro o due. Ma la spesa media, a detta dell?Istat, è ben superiore a quella indicata dall?Associazione italiana editori (Aie), che stima gli aumenti attorno all?1 per cento. Secondo l?Istituto nazionale di statistica, infatti, studiare quest?anno costa il 3,5 per cento in più, con un rincaro sensibile soprattutto per gli studenti universitari e in particolare per le facoltà scientifiche.
Inoltre, secondo le ricerche di Intesa consumatori, che riunisce Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, la spesa per libri di testo, dizionari e corredo vario oscilla dai circa 500 euro per la prima media ai circa 700 per il primo anno del superiore classico, con un aumento del 10-15 per cento rispetto al 2004. A ciò bisogna aggiungere le tasse scolastiche. Le cartolibrerie, al contrario, dichiarano invariato l?acquisto non solo dei libri di testo, ma anche dell?inevitabile corredo di zaini, astucci e accessori. Non solo. La tendenza, a sentire i negozianti, sarebbe quella di snobbare il cosiddetto “kit Scuola“ da 20 euro, proposto dall?Associazione cartolibrai di Milano e destinato agli alunni delle scuole elementari e medie inferiori, comprendente tutta l?attrezzatura di base dello studente, in favore di prodotti di marca più conosciuti. Insomma, tutto normale: difficile rinunciare allo zaino firmato o sponsorizzato e all?astuccio di grido del momento.
La rincorsa ai libri usati
Librerie come Il Libraccio, di Milano, che applicano normalmente sconti su libri usati fino al 40-50 per cento, raccontano una realtà per molti aspetti diversa, una rincorsa all?usato in decisa crescita rispetto ad appena un anno fa.
Ridurre altri consumi è possibile e le famiglie italiane lo fanno da un pezzo, nonostante l?inflazione si sia momentaneamente fermata; ma come aggirare gli aumenti sulle spese per lo studio? Rinunciare a un vestito firmato o alla frutta del negoziante sotto casa è una cosa, fare a meno di un libro di testo è tutt?altra faccenda. «Il diritto allo studio è sempre più caro», commenta Paolo Landi, segretario generale di Adiconsum, associazione che nel mese di agosto ha monitorato 30 fra scuole e librerie sparse nel territorio nazionale. «La legge che vieta gli sconti di oltre il 15 per cento sui libri di testo va abrogata», prosegue Landi, «e il ministero dell?Istruzione dovrebbe stabilire tetti di spesa per le medie superiori, dove si registrano gli aumenti più alti». Per le famiglie con un reddito inferiore a 10.632 euro annui è tuttavia possibile, secondo l?Adiconsum, chiedere ai singoli istituti dei bonus per i libri di testo.
C?è chi sostiene che far studiare un figlio costi quasi quanto accendere un mutuo. Forse esagera, ma è un?amara constatazione il fatto che nel caso delle università la spesa va inasprendosi. Specie considerando che l?istruzione, di per sé, non dovrebbe essere un semplice bene di consumo, come recita anche la Costituzione. Tra i prezzi di copertina dei libri (quelli universitari possono subire aumenti fino al 7 per cento, nonostante l?edizione cambi dalla precedente di poco o nulla) e l?esborso medio delle tasse annuali (che nel caso delle facoltà scientifiche degli atenei pubblici varia da 800 euro a punte di 1.200), avere un figlio iscritto all?università può significare davvero stringere la cinghia.
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