6 Settembre 2005

Rialzo record per la benzina: più 7 cent

Rialzo record per la benzina: più 7 cent




A briglia sciolta. Il prezzo della benzina ormai è senza freni. Ieri è stata una giornata indimenticabile. Il listino della verde ha superato quota 1,36 euro al litro al listini ufficiali, che diventano 1,40 in Campania. Un aumento stellare se si pensa che nell?arco di un solo week-end in alcuni casi c?è stato un rincaro di oltre 7 centesimi. E così negli impianti Q8 si è passati da 1,292 euro al litro di fine agosto a 1,367 euro. Il nuovo record assoluto macinato ieri che, tradotto per i nostalgici della vecchia moneta, equivale a oltre 2.640 lire. E sopra la soglia di 1,3 euro al litro si sono piazzati anche altri quattro marchi che hanno ritoccato i listini: Api (1,327 euro), Total (1,329), Ip (1,327) e Tamoil (1,328). Tutta colpa del petrolio. E delle sue fiammate. L?oro nero, travolto dall?uragano Katrina, è balzato la scorsa settimana a un passo da 71 dollari. Quotazione record abbandonata solo dopo lo sblocco delle scorte petrolifere da parte degli stessi Stati Uniti e di molti partner industrializzati. Ma la febbre ha subito contagiato i distributori di carburanti. E ha trasformato auto e moto sempre più in oggetti di lusso. Non solo. Non serve neppure scegliere una vettura a gasolio: non mette a riparo dagli aumenti selvaggi del carburante. Sì perché anche in questo caso, il listino ha toccato un nuovo massimo, scavalcando la soglia di 1,2 euro al litro. Il primato negativo spetta ancora alla Q8, i cui prezzi consigliati ai gestori hanno toccato 1,223 euro al litro. E anche in Campania i distributori hanno i prezzi roventi. Con una sorta di penalizzazione in più. All?ombra del Vesuvio – lo ricordiamo – bisogna infatti fare i conti anche con un ritocco aggiuntivo di 0,034 centesimi legato ad una serie di imposte regionali. E così, dal primo giugno scorso ad oggi, il prezzo della verde alla Q8 è balzato da quota 1,242 fino al tetto di 1,401 euro al litro. Ma i prezzi sono differenziati: nei numeri riportati sul cruscotto della pagina in alto, il prezzo della benzina è più basso solo perché è quello dell?Agip, che non ha ancora messo mano ai ritocchi. Insomma, tempi duri per chi proprio non può fare a meno di usare l?auto. I consumatori naturalmente sono sul piede di guerra. Altroconsumo denuncia che la maggior parte dei distributori – circa il 60% – pratica prezzi superiori a quelli consigliati dalle compagnie petrolifere. E invita gli automobilisti a boicottare gli impianti più cari. Altroconsumo rileva i prezzi della benzina a Roma, Milano, Napoli e Torino cercando di informare i consumatori sui prezzi più convenienti. E rivela che dallo scorso venerdì i prezzi sono aumentati dell?1% a Roma e Milano, del 2,4% a Napoli. Aumenti che – aggiunge l?associazione – rischiano di vanificare fin d?ora gli effetti positivi di un eventuale taglio delle accise annunciato dal governo. L`Intesaconsumatori tira invece in ballo ancora una volta Palazzo Chigi: «I prezzi sono ormai insostenibili – spiega – tali da far diventare sempre più urgente un intervento di riduzione del peso fiscale sui carburanti, senza il quale per ogni famiglia già si prefigura un salasso da 1.000 euro». Per qualsiasi decisione del governo, però, bisognerà aspettare almeno fino a metà mese, quando la commissione del ministero delle Attività produttive avrà concluso i suoi lavori. Il primo appuntamento è fissato per oggi. La commissione si riunirà per fare il punto proprio sulla possibilità di un taglio delle accise.

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