6 Settembre 2005

CARO PETROLIO: TUTTA COLPA DEL TIFONE KATRINA? GLI INCASSI DALLE ACCISE



Roma, 6 settembre – ?Siniscalco cambi idea e riduca le accise, evitando così che Katrina, dopo aver devastato il Golfo del Messico si abbatta anche sul nostro Paese sotto forma di crescita incontrollata del prezzo dei carburanti sull`onda lunga degli aumenti petroliferi?. Il commento è del segretario generale dell`Ugl, Stefano Cetica, che torna a chiedere la riduzione delle accise, ?misura quanto mai necessaria alla luce anche del calo dei consumi dei derivati del petrolio che si è registrato nell`ultimo mese. I margini di intervento esistono. Sarebbe, infatti, sufficiente riordinare il sistema di tassazione, eliminando quelle voci che pesano, alcune ormai da mezzo secolo sul prezzo finale del carburante, per ridare fiato alle famiglie e alle aziende alle prese con una crisi speculativa che non ha precedenti. Il rischio concreto è, infatti, di trovarsi nella classica situazione del chiudere le stalle dopo che i buoi sono già scappati?.
Gli aumenti della benzina portano nelle casse dell`erario 2 miliardi di euro in più all`anno. È per questo che il Governo non passa mai dalle parole ai fatti. Lo affermano Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc, in una nota congiunta. Le associazioni dei consumatori hanno preso in considerazione il periodo 2001-2005, durante il quale l`accisa sulla benzina è passata da 52 a 56 centesimi al litro e l`Iva da 16 a 21. In totale, un aumento di 9 centesimi su ogni litro di benzina. Cifra che, moltiplicata per i 23 miliardi di litri venduti ogni anno in Italia, porta nelle casse dello Stato un importo aggiuntivo di 2,1 miliardi di euro.
?Tale cifra – commentano le associazioni – fa capire meglio di tutte le altre motivazioni il perché non si passa mai dalle parole ai fatti?, soprattutto in una situazione economica difficile come quella attuale. Nella nota, le associazioni ricordano anche che l`aumento dei costi energetici ?ha una ricaduta immediata sui costi di trasporti, produzione e trasformazione?, con i beni di largo consumo che rischiano di costare sempre di più a consumatori e aziende produttrici.
E a un possibile, ulteriore taglio dei consumi da parte delle famiglie pensa l`Adiconsum, che chiede il congelamento delle tariffe. Tra benzina, riscaldamento ed elettricità, Adiconsum stima una perdita di potere di acquisto tra i 400 e i 600 euro per famiglia. ?Per impedire un`altra riduzione dei consumi – scrive l`associazione in una nota – è opportuno che il governo congeli le tariffe ed elimini quegli oneri e quelle rendite che pesano sui vari carburanti?.

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