3 Settembre 2005

Bocciata la programmazione estiva

Bocciata la programmazione estiva


L`inchiesta del Codacons e dell`associazione Radio utenti televisivi



L`estate, si sa, non porta mai nulla di nuovo nel panorama dell`intrattenimento: con la scusa delle vacanze saltano fuori dagli archivi vecchie serie da replicare in tv o tutti i successi delle estati precedenti da programmare in radio. Niente da ridire sui telefilm degli anni `70 o sulle hit degli anni passati, se non fosse che – per forza di cose – ogni estate i programmi sono sempre gli stessi. Se da sempre il dito è puntato contro Rai e Mediaset, responsabili di abusare di vecchie produzioni, l`ultima ricerca del Codacons ribalta la situazione: la radio è peggio della tv. È volgare, superficiale e ripetitiva. E poco professionale.
Secondo i consumatori, in fatto di repliche e di ripetitività, i network sembrano aver messo a punto l`offerta peggiore del panorama: in effetti, le canzoni sono sempre le stesse ed è difficile che un`emittente abbia una programmazione decisamente differente o alternativa rispetto a un`altra. «Dalla nostra inchiesta emerge chiaramente che le radio libere hanno perso quello spirito ribelle ed innovativo degli anni `70», tuona il presidente del Codacons, Marco Donzelli. «Ormai offrono sempre più programmi appiattiti: l`ascoltatore è intrattenuto con pettegolezzi e battute di basso profilo, quando non addirittura volgari. Quasi inesistenti i servizi di approfondimento». È qui che passa in vantaggio la tv: dall`inchiesta condotta in collaborazione con l`Associazione Radio Utenti Televisivi emerge che oggi i radiogiornali hanno una durata media di due minuti e propongono una decina di notizie (con una media, quindi, di 12 secondi per ogni argomento). Nessun approfondimento vero, dunque; e anche la lettura dei quotidiani – quando c`è – si limita a fornire solo una panoramica dei titoli. Il 90% dei giudizi sull`informazione radiofonica sono negativi, mentre il pubblico dimostra di apprezzare ancora i telegiornali, che raccolgono consensi da 7 persone su 10.
La scarsa qualità dell`intrattenimento, invece, accomuna radio e televisione. Colpa delle notizie scelte: pettegolezzi dei giornali scandalistici, oroscopi, cartomanti e maghi; tanto blàblà sulla vita dei divi del cinema (in tv) e sulle faccende private dei cantanti (in radio), mentre le imprese dei protagonisti del gossip – come Costantino, Briatore e Naomi Campbell – o dello sport e della tv (Hunziker, Bonolis e veline da un lato, Bobo Vieri e Valentino Rossi dall`altro) trovano spazio indipendentemente dal mezzo.
Di fronte a tale offerta, oltre il 60% del pubblico è critico quando si parla di conduttori e programmi, con un picco di 8 su 10 che storcono il naso sul tema della ripetitività delle trasmissioni. L`inchiesta ha messo in luce come la musica offerta da ogni emittente sia sempre la stessa: ogni singolo network, cioè, fa passare gli stessi brani fino a 8 volte in una giornata, contro i 4 o 5 passaggi collezionati di solito dai singoli appena lanciati dalle case discografiche. Stesso discorso per i successi degli anni passati, riproposti ogni estate con una frequenza imbarazzante. I programmi, infine, sono identici: classifiche dei dischi più venduti ieri e oggi e dediche musicali.
Anche sulla professionalità dei conduttori la radio esce peggio della tv, con un giudizio negativo del 66% del campione mentre Rai, Mediaset e La7 raccolgono le critiche solo di una minoranza degli utenti, il 37%. In discussione non solo la bravura, ma anche la competenza musicale dei dj: in particolare si contesta la tendenza – quando non si limitano semplicemente ad annunciare il brano – a incentrare l`intervento a proposito di un cantante più sul pettegolezzo, raccontando relazioni sentimentali o avventure scandalistiche invece di preferire fattori tecnici o artistici. Ad abbassare ancor di più la qualità delle trasmissioni che affollano l`Fm, un susseguirsi di parolacce – decisamente più frequenti rispetto alla televisione – con battute spesso fuori luogo e fuori contesto, con gay ed extracomunitari fra i bersagli preferiti. Ma non solo: tra i personaggi più citati fuori contesto spicca il nome di Bin Laden. Un panorama desolante di fronte al quale anche il buon ispettore Derrick stasera sembrerà più appetibile.



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