Feste ds vietate a Scalfarotto, malumore dei riformisti
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fonte:
- Corriere della Sera
ROMA – Molta meraviglia e un pizzico di delusione: “Le Feste dell`Unità sono sempre state spazi aperti, luoghi di libero incontro e pure scontro. Davvero non capisco“. Giuseppe Caldarola non capisce la decisione della Quercia di chiudere le porte ai sostenitori di Ivan Scalfarotto, in cerca di ospitalità per raccogliere le sottoscrizioni necessarie alla candidatura alle primarie dell`Unione del giovane manager trapiantato a Londra. “Non credo che un banchetto per le firme creerebbe danno a Prodi, semmai è il contrario – ragiona il deputato diessino -. Il partito lo sostiene in modo chiaro e forte, perciò non c`è nulla da temere. La vera contraddizione è un`altra: se le Feste dell`Unità sono uno spazio aperto, poi non si può aprire a metà“. Oltretutto, ricorda ancora Caldarola, “abbiamo sempre consentito la distribuzione di materiali non di partito, così come abbiamo ospitato spesso i nostri avversari“. Lui di feste ne ha vissute tante, anche come direttore del quotidiano della Quercia. L`attuale è di poche parole: “Non intendo giudicare quello che i Ds vogliono fare in casa loro – dice Antonio Padellaro – e poi non so chi sia questo Scalfarotto“. Salvo ripensamenti dell`ultim`ora, dunque, alla Festa dell`Unità il giovane manager ci andrà solo come ospite di un dibattito in programma il 15 settembre a Milano. Di raccolta firme neanche a parlarne: “I Ds sono impegnati a sostenere Prodi, non facciamo campagna elettorale per gli altri candidati“, ribadisce Lino Paganelli, responsabile nazionale delle feste. Racconta di essere stato contattato nei giorni scorsi da un collaboratore di Scalfarotto: “Mi ha chiesto se potevamo ospitare i loro banchetti ma io ho gentilmente rifiutato. Niente di personale, anzi l`ho pure invitato alla tavola rotonda intitolata “Fabbricando coalizione“, però nel partito ci sono regole da rispettare e le Feste dell`Unità sono un luogo politico“. La decisione non è frutto di una direttiva ufficiale, sottolinea Paganelli, ma ovviamente è stata condivisa dai vertici del Botteghino. Vannino Chiti, coordinatore della segreteria, appena ha saputo la storia dei banchetti (e della ventilata candidatura alle primarie del presidente del Codacons, Carlo Renzi) è sbottato: “Le feste di partito non sono il luogo deputato. I Ds hanno già scelto il loro candidato in modo chiaro: è Prodi, e alle nostre feste c`è lui“. Scalfarotto dice di non voler polemizzare con la Quercia, ma certo “hanno perso l`occasione per dare un segnale di apertura“. Non nasconde d`esser un po` preoccupato: gli altri candidati hanno praticamente già raccolto le 10 mila firme da presentare il 15 settembre, lui è fermo a “quota 2.500-3.000“. Non si perde d`animo, però, e adesso vuol piazzare i suoi banchetti nelle librerie. E assai soddisfatto rivela: “Sul sito www.igirotondi.it c`è un sondaggio che mi dà al secondo posto dopo Prodi. I votanti? Sono 428, ma c`è ancora tempo…“.
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