27 Agosto 2005

Consumatori: “Ormai l`indebitamento è a livelli preoccupanti“

Stangata d`autunno


Ecco cosa attende le famiglie vicentine alla ripresa dell`attività


Consumatori: “Ormai l`indebitamento è a livelli preoccupanti“

Sta per abbattersi sui vicentini la consueta mazzata di settembre. Ormai la gente si è abituata, o meglio rassegnata all`aumento dei prezzi, che arriva puntuale, con cadenza mensile e si accentua nei periodi più caldi dell`anno: subito dopo le vacanze estive, in coincidenza con la riapertura delle aziende e delle scuole, e tra la fine e l`inizio del nuovo anno. Quest`anno il caroscuola preoccupa particolarmente. Secondo le stime dell`Intesa dei consumatori, che riunisce Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc, mandare un figlio a scuola costerà in media 621 euro, 36 euro in più rispetto al 2004. Solo per il corredo (zaini, astucci, quaderni) la spesa sarà di 332 euro, il 7 per cento in più, mentre quella per i libri aumenterà del 5 per cento, fino a 289 euro. La medaglia d`oro degli aumenti spetta, secondo l`Intesa dei consumatori, alle bollette elettriche, che rispetto al 2004 hanno registrato un incremento del 9.6 per cento, pari a 34 euro in più al mese. Al secondo posto, anche se con poco distacco, l`incremento dei costi dei servizi bancari (+ 9 per cento), aumentati di 46 euro in più rispetto all`anno prima, tanto da portare le spese per un conto corrente, senza convenzioni con 11 operazioni mensili, da 521 a 567 euro all`anno. Terza classificata la bolletta del gas, che aumenta del 8.3 per cento, pari a 65 euro in dodici mesi. Sfiorano il podio le spese per l`abitazione (4.6 per cento) e i trasporti (5.5 per cento), che risentono del caro benzina e degli aumenti fiscali. Più cari anche gli alberghi, i ristoranti e i pubblici esercizi, per i quali le famiglie devono mettere in conto 40 euro rispetto alla scorsa estate. Ed anche le bevande e i tabacchi (+ 22 euro annui), i mobili e servizi per la casa (3.6 per cento), i consumi alimentari (2.6 per cento) con il costo della spesa salito di 130 euro. E, ancora, le polizze Rc auto che sono aumentate del 2.2 per cento all`anno, rimanendo tra le più elevate del vecchio continente. Uniche e virtuose eccezioni sono le spese telefoniche, diminuite del 4.1 per cento (pari a 16 euro in meno) e le spese per la salute che passano dai 1489 euro del 2004 ai 1459 euro di quest`anno. Invariati i costi di spese ricreative, spettacolo e tempo libero non hanno registrato variazioni rispetto alla spesa attestata a 1455 euro.Le associazioni di consumatori vicentine sono concordi nell`osservare che l`attuale escalation di aumenti non può proseguire all`infinito, sebbene negli ultimi anni non ci sia mai stata una decisiva inversione di tendenza. “L`indebitamento delle famiglie vicentine è sotto gli occhi di tutti“, commenta Angelo Bazzea, presidente dell`Unione nazionale consumatori, “e si ricorre sempre più alle rate anche per andare in vacanza o per acquistare elettrodomestici ed altri beni per la casa“. Di fronte a questa grave situazione i commercianti hanno reagito aumentando i prezzi, per salvaguardare il fatturato. “I vicentini sono rassegnati agli aumenti periodici“, aggiunge Luca Ronchetti del Codacons, “ma appare assurdo che i commercianti continuino ad aumentare i prezzi non rendendosi conto che la gente non ce la fa a comprare, perché la busta paga finisce sempre prima“. Ed a preoccupare di più i cittadini sono le spese che piovono periodicamente sulla loro testa: benzina, utenze domestiche ed affitto. “Le sole utenze domestiche“, conclude Luigi Guiotto della Federconsumatori, “incideranno su ogni famiglia con un aumento medio di 400-700 euro. Dall`anno nuovo sarà inevitabile osservare come molti automobilisti lasceranno in garage il proprio mezzo ed imbracceranno la più economica bicicletta. Allo stesso modo si dovrà tirare la cinghia in tutti gli altri settori“.

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