22 Agosto 2005

Codacons: la tivù è fatta male, le radio (quasi tutte) anche peggio

Fanno poca informazione, propongono un intrattenimento scadente, spesso basato su volgarità, hanno conduttori poco professionali e passano sempre la stessa musica: queste le accuse che i consumatori – stando a un`indagine del Codacons – muovono alle radio italiane, giudicate di livello peggiore della televisione. “Dalla nostra inchiesta – spiega il presidente del Codacons, Marco Donzelli – emerge chiaramente che le radio libere hanno perso quello spirito ribelle ed innovativo degli anni `70: ormai offrono sempre più programmi appiattiti, l`ascoltatore è intrattenuto con pettegolezzi, battute di basso profilo quando non addirittura volgari. Quasi inesistenti i servizi di approfondimento“. Dall`inchiesta, condotta con la collaborazione dell` Associazione Radio Utenti Televisivi, emerge che il 90% del pubblico ha un giudizio negativo dell`informazione radiofonica, mentre solo il 31% non valuta positivamente quella televisiva. I radiogiornali, infatti – afferma il Codacons – hanno una durata di 2 minuti per circa 10 notizie: una media, quindi, di 12 secondi a notizia. Nessuna emittente, quindi, a parte eccezioni come Radio Radicale, 24 o Popolare, e, ovviamente, RadioRai, propone approfondimenti veri, mentre le rassegne stampa, nella maggior parte dei casi, si limitano alla lettura dei titoli dei principali quotidiani. Sul fronte dell`intrattenimento la maggioranza del pubblico boccia sia quello radiofonico (63%), sia quello televisivo (62%), spiegando che alla radio prevalentemente si commentano i pettegolezzi dei giornali scandalistici, si leggono oroscopi, si dedica ampio spazio a cartomanti e maghi. I personaggi più citati dai conduttori, dopo i cantanti ovviamente, sono, nell`ordine, i divi del cinema come Brad Pitt, George Clooney, Angelina Jolie, Monica Bellucci, i personaggi da gossip come Costantino, Flavio Briatore, Naomi Campbell, quelli della tv come Michelle Hunziker, Paolo Bonolis, le veline e, infine, quelli dello sport come Bobo Vieri e Valentino. Praticamente mai fatti i nomi di premi Nobel e rappresentanti delle istituzioni. Un poco più nominati i leader politici. Anche la varietà dei programmi lascia a desiderare, secondo il 79% degli intervistati, che lamentano il fatto che il 90% delle radio offrano la stessa identica musica. Non solo tutti gli “airplay“ si assomigliano tra loro, ma anche all`interno della stessa emittente – afferma Codacons – la musica è sempre la stessa. Ogni singolo network, cioè, fa passare a ripetizione gli stessi brani: le 10 canzoni famose del momento, il più delle volte straniere, sono ripetute anche 7 o 8 volte nel corso della stessa giornata. I programmi, infine, sono identici su tutte le frequenze: classifiche dei dischi più venduti, dediche musicali e affini. Rispetto ai personaggi televisivi, apprezzati nel 63% dei casi, la professionalità e la competenza dei conduttori radiofonici è messa in discussione dal 66% dei loro ascoltatori. Si contesta, in particolare, il loro parlare dei cantanti più in termini di pettegolezzi (le loro relazioni sentimentali, gli aspetti scandalistici della loro vita o dei loro video) che di fattori tecnici (composizione del gruppo musicale, collaborazione con altri artisti). Spesso i Dj – prosegue l`indagine del Codacons – si limitano alla pura e semplice presentazione del brano musicale. Pare infine che in radio, secondo il 69% degli ascoltatori, passino molte più volgarità che in televisione, dove solo il 46% degli spettatori ha su questo aspetto un giudizio negativo.

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