18 Agosto 2005

SANITA`: CODACONS,ANCHE RISCHI DA DEODORANTI CASA

SANITA`: CODACONS,ANCHE RISCHI DA DEODORANTI CASA




PM GUARINIELLO ORDINA CONTROLLI

(ANSA) – TORINO, 18 AGO – Alcuni deodoranti per ambiente

conterrebbero sostanze nocive, ma anche qualcuna potenzialmente

cancerogena. E` quanto sostiene il Codacons in un esposto

presentato alla Procura di Torino che ha aperto un` inchiesta

coordinata dal procuratore aggiunto Raffaele Guariniello. Il

magistrato ha ordinato un campionamento a un laboratorio

torinese.

Le sostanze potenzialmente cancerogene sono benzene e

formaldeide, considerate tali dallo Iarc (International Agency

for Research on Cancer) e che sarebbero contenute in alcuni

deodoranti liquidi, in altri con diffusori elettrici e in

candele. Il procedimento, aperto contro ignoti, è per frode in

commercio, reato che si potrebbe configurare per la mancata

segnalazione di tali sostanze sull` etichetta dei prodotti in

questione. Nessun indagato, per il momento, tra i rappresentanti

dei grandi marchi che producono i deodoranti. “Al contrario di

quanto accade per i cosmetici – ha precisato Guariniello – non

esiste infatti un` adeguata normativa riguardante i deodoranti

ambientali“.

L` inchiesta è partita all` inizio dell` anno, in seguito a

una segnalazione di un` associazione di consumatori, il

Codacons, sulla base di una ricerca condotta da cinque

associazioni di consumatori europee su 76 deodoranti per interni

in commercio in Italia, Spagna, Francia Portogallo e Belgio, con

dati elaborati da un laboratorio belga. L` indagine della

Procura di Torino, in collaborazione con i carabinieri dei Nas,

punta innanzitutto a verificare i dati ottenuti attraverso il

Codacons. Per questo il magistrato ha incaricato ora di una

consulenza un laboratorio del capoluogo piemontese.

Il Codacons si rivolge al ministro della salute: “Rinnoviamo

la richiesta di ritirare immediatamente dal commercio questi

deodoranti – afferma Carlo Rienzi, presidente dell` associazione

di consumatori – introducendo seri criteri e rigide norme per

regolamentare il settore. Siamo lieti che finalmente la

magistratura abbia avviato l` inchiesta e invitiamo tutti i

consumatori che abbiano avuto danni alla salute dall`uso di

questi prodotti a farsi avanti per avviare una class action

contro le case produttrici come è possibile fare soprattutto

per quei prodotti che sono fabbricati negli Stati Uniti“.

(ANSA).

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