17 Agosto 2005

CONSUMATORI, PIU`270 EURO A FAMIGLIA

BENZINA: GIA` A 1,30



CONSUMATORI, PIU`270 EURO A FAMIGLIA




PETROLIERI, POSSIAMO FAR POCO

(ANSA) – ROMA, 17 ago – Il petrolio ripiega dai massimi dopo

una giornata vissuta in altalena. Ma sul mercato italiano

l`emergenza carburanti resta alta con la verde che, dopo aver

raggiunto il prezzo record di 1,292 nei distributori stradali,

viaggia ormai a quota 1,3 euro in autostrada e sulle

tangenziali. E mentre le associazioni dei consumatori calcolano

che i rincari costeranno 270 euro in più a famiglia i

petrolieri parlano di “allarme“, sottolineando però di non

avere spazi di manovra. Il presidente dell`Unione Petrolifera

Pasquale De Vita lascia intendere che l`unica strada

percorribile, per contenere l`impatto delle impennate dell`oro

nero sui prezzi al consumo, resta quella fiscale. E sulla stessa

linea, per una volta, i consumatori che tornano a chiedere un

taglio delle accise.

Le compagnie, spiega de Vita, “possono fare poco“: “gli

spazi di intervento sono limitati di fronte a questo

incalzare delle quotazioni internazionali. Sono saltati gli

schemi ed è andato tutto fuori scala“, prosegue De Vita

riferendosi sottolineando che l`industria petrolifera sta già,

da tempo, attenuando l`impatto sui prezzi dei rialzi

internazionali, diluendo nel tempo e non trasferendo

completamente i rimbalzi delle quotazioni delle materie prime

sui prezzi finali.

Ma intanto sulle autostrade e sulle tangenziali proprio in

un momento clou dell`estate, con milioni di automobilisti in

viaggio tra esodi e contro-esodi, il prezzo della verde ha

sfondato una nuova soglia: gli 1,3 euro al litro, in virtù dei

differenziali di prezzo previsti in questo tipo di impianti che

arrivano a 0,008 euro rispetto al record di 1,292 euro al litro

segnato sulle strade. Ma non si tratta di una caso isolato.

Maggiorazioni sono previste infatti anche in altre tipologie di

distributori, a cominciare da quelli notturni assisti dal

gestore dove l`incremento può arrivare a 0,015 euro al litro.

Nonché in molte zone, tra cui alcune province italiane,

cosiddette `disagiate` per i rifornimento. A guidare la

classifica del caro-pieno italiano restano comunque regioni come

la Campania ed il Molise che, tempo addietro, hanno deciso di

incrementare l`accisa per i mancati trasferimenti di fondi

dall`amministrazione centrale, incrementando i prezzi finali del

carburante fino a 0,030 euro al litro.

Un`allarme, quello del caro-pieno, che fa tornare sul piede di

guerra i consumatori, anche alla luce della più ampia emergenza

prezzi dopo le stime del Rie che parlano di una stangata in

arrivo sul fronte elle bollette della luce e del gas. Le

associazioni dell`Intesa – Adusbef, Federconsumatori, Adoc e

Codacons – confermano così l`annunciato nuovo sciopero della

spesa per il 14 settembre prossimo. E stimano che l`impatto

delle nuove impennate dei prezzi del petrolio si tradurrà di un

aggravio annuo, per ogni famiglia, intorno ai 270 euro. “Il

governo – spiega Rosario Trefiletti, presidente di

Federconsumatori – ha aumentato l`accisa per tre volte di

quattro centesimi dal 2002 al 2005. Ribadiamo che le accise si

possono bloccare“, aggiunge.

Sul fronte dell`oro nero, intanto, oggi le quotazioni sono

andate in altalena: dopo un apertura in ribasso, i futures sono

tornati a schizzare dopo i dati sulle scorte americane, peggiori

delle attese, per poi tornare a perdere terreno con il Brent, il

greggio di riferimento europeo, che si è riportato sotto quota

64 dollari al barile ed il greggio americano sotto i 65 dollari

al barile dopo il record di 67,10 dollari di qualche giorno

fa.(ANSA).

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