Bocciate dagli Usa compagnie charter operative in Italia
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fonte:
- Gazzetta del Sud
Le associazioni dei consumatori chiedono maggiori garanzie
Sicurezza negli scali, è polemica
Ad aumentare la tensione già alta nei nostri cieli, dopo la tragedia dell`Atr al largo di Palermo e l`ennesima emergenza di ieri a Linate, arrivano adesso i giudizi negativi della Federal Aviation Administration (Faa) su alcune compagnie straniere che volano in Italia e le denunce di Adalberto Pellegrino, portavoce dell`Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (Ansv), sulla mancanza nei nostri scali di monitoraggi adeguati. Notizie poco rassicuranti, perché non riguardano solo eventi eccezionali, ma carenze quotidiane del settore aereo, tanto che le associazioni dei consumatori chiedono interventi immediati. Secondo le classificazioni eseguite dall`organismo governativo americano che si occupa, nell`àmbito dell`aviazione civile, di valutare l`affidabilità di compagnie e Paesi in base a standard internazionali, esistono due categorie: una di serie A e l`altra di serie B. Se nella prima rientra l`Italia, considerata in linea quanto a sicurezza aerea, nella seconda sono iscritti ben ventisette Paesi, dei quali cinque operano, attraverso diciassette compagnie, anche nei nostri scali. In particolare, in quelli della riviera adriatica, come Ancona, Pescara e Rimini. Anche se la società che gestisce l`aeroporto di Ancona-Falconara Aerodorica ha precisato che “nello scalo marchigiano non opera attualmente nessuna delle compagnie dei paesi definiti di “serie B““ e quella che si occupa dello aeroporto riminese fa sapere che i charter sotto accusa “hanno un ruolo marginale“. Negli Stati Uniti gli aerei che provengono dalle zone inserite nella lista nera possono sì viaggiare e sono fermati solo in casi gravi, ma essendo considerati a rischio, devono sottostare a molte restrizioni. Oltre a controllare i velivoli negli scali di origine e in quelli sul territorio Usa dove transitano, i gestori di “categoria B“ non possono né iniziare a volare, se ancora non lo fanno, né aumentare i collegamenti se già sono attivi. Unica via di scampo, utilizzare una flotta di “serie A“. E poi, è possibile scegliere se decollare o meno con i mezzi imputati, visto che tutti i viaggiatori sono informati prima di acquistare i biglietti. Le stesse informazioni che adesso chiedono a gran voce i consumatori italiani, parlando oramai in modo esplicito di “diritto alla paura“. Al Ministero dei Trasporti il Codacons propone di stilare un elenco dove siano distinti con chiarezza i mezzi più sicuri da quelli più a rischio, in base al paese di origine del veicolo, all`anno in cui è stato fabbricato e a quello in cui è stato revisionato. “Questi dati ? spiega l`associazione ? dovranno essere obbligatoriamente comunicati per iscritto al consumatore, che nei pacchetti turistici dovrà firmare a parte tale clausola“. E non solo. Perché, sempre secondo il Codacons, “il turista che deve viaggiare con uno dei charter a rischio, ha diritto di disdire le vacanze senza pagare alcuna penale“. Ma le associazioni che tutelano gli interessi degli acquirenti non sono le sole a esigere maggiori garanzie. L`opposizione, tramite il vicepresidente dei deputati della Margherita, Renzo Lusetti, chiede “certificazioni“ sull`addestramento dei piloti e di tutto il personale in volo sul territorio italiano. Le cattive notizie arrivate dagli Usa sui nostri trasporti aerei giungono in un momento di nervosismo, dopo l`ammaraggio dell`Atr 72 e l`atterraggio di emergenza di ieri a Linate. E dallo stesso scalo milanese, dove, nella tragedia avvenuta l`8 ottobre del 2001, persero la vita 118 persone, partono anche le osservazioni di Adalberto Pellegrino. “Sono stati fatti molti passi avanti ? ha spiegato ieri al quotidiano l“`Avvenire“ ? ma tre aspetti devono essere meglio affrontati: una più precisa segnaletica a terra, apparati anti intrusione per evitare che più velivoli finiscano sulla stessa pista, e ausili strutturali che consentano di limitare ogni rischio, specie di collisione“. Il portavoce dell`Ansv chiede anche l`installazione, in tutti gli scali ? sono pochi quelli già dotati ? di comitati che si occupino di monitorare i livelli di sicurezza 24 ore su 24. Altro neo evidenziato da Pellegrino: “Il numero nel complesso elevato di microincidenti tra aeromobili e tra aeromobili e mezzi di superficie non adeguatamente addestrato“.
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