CONSUMATORI: OLTRE 5 MLN ITALIANI RINUNCIANO A VACANZA
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A causa del carovita non possono sostenere costi villegiatura
Roma, 10 ago. (Apcom) – Una famiglia monoreddito deve ipotecare almeno tre mesi di stipendio per andare 15 giorni in vacanza: tra caro ombrellone, caro autostrada, caro benzina, caro albergo, caro pizzeria o carissimo affitto, bisogna mettere in conto almeno 3.000-3.300 euro. Lo rendono noto i consumatori che in una nota congiunta spiegano che per questi motivi almeno 5 milioni di italiani (1,7 milioni di famiglie), secondo le stime di Adoc,Adusbef,Codacons,Federconsumatori, hanno rinunciato quest`anno ad una estate al mare (o in montagna). Secondo le associazioni dei consumatori per una famiglia composta da 4 persone si spendono: 200 euro tra spese di benzina ed autostrada (percorrenza 600 chilometri); 1.800-2.000 euro l`affitto medio di un monolocale (4 letti a castello) per 2 settimane (spesso in nero), nelle località di mare (non parliamo degli appartamenti con 3 stanze); 300-400 euro i costi della spiaggia per 13 giorni (media 25 euro al giorno); 520-650 euro le spese per l`alimentazione e le bevande per 13 giorni (spesa al supermercato,40 euro al giorno); 120- 200 euro un pranzo al ristorante (40 euro pro-capite); 80 euro per due cene in pizzeria (10 euro pro capite); 48 euro per 16 coni gelato e/o coppette o granite. Per un totale di 3.068 euro (minimo) e 3.450 euro (max) di spese per 15 giorni di vacanza. Non va meglio per chi sceglie di andare a pensione in un albergo (minimo 3 stelle) per 14 giorni alla nostra famiglia da 4 persone: costa infatti da 3.100 euro a 4.500 euro (occorre aggiungere poi le spese di viaggio,le bevande,i servizi di spiaggia e qualche pizza e/o cono gelato). Proprio per questo almeno 1,7 milioni di famiglie (circa 5 milioni di italiani) hanno rinunciato quest`anno ad una vera e propria vacanza, preferendo qualche fine settimana allungato al lunedì o posticipato al venerdi, non essendo consigliabile il ricorso all`indebitamento,in attesa delle spese incombenti alla ripresa di settembre (libri per i figli, bollette, ratei dei mutui, rc auto ed altri costi). Dopo il flop annunciato e pronosticato dalle associazioni dei consumatori sui saldi – si legge sulla nota – Adoc, Adusbef, Codacons, Federconsumatori, tornano a chiedere un calo drastico di almeno il 50 per cento dei costi dei beni di largo consumo (alimentaricompresi) per rilanciare i consumi. Chiedono anche all`industria turistica di lanciare i “saldi veri“ per chi non si è potuto permettere una vacanza.
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