I consumatori avvertono: a settembre altri aumenti
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fonte:
- La Provincia di Sondrio
I consumatori avvertono: a settembre altri aumenti
Petrolio al record di 64 dollari
Il prezzo del petrolio taglia un nuovo traguardo e, senza arrestare la propria corsa, tocca nuovi record a Londra e New York, dove il greggio è arrivato sfiorare la quotazione di 64 dollari al barile. Le contrattazioni di ieri hanno riscritto tutti i primati precedenti, con il Brent che ha toccato un picco di 62,60 dollari al barile e il Wti che ha prima superato la soglia dei 63 dollari, per poi stabilire il nuovo record storico fermandosi alla soglia dei 63,99 dollari, il valore più alto dal 1983. Riprende così la tendenza al rialzo dell`oro nero. La scorsa settimana, per la prima volta, la quotazione del petrolio al Nymex aveva chiuso sempre al di sopra dei 60 dollari al barile – con un prezzo massimo di 62,50 raggiunto mercoledì – e il Brent, il greggio di riferimento europeo quotato sulla piazza di Londra, aveva superato i 61 dollari al barile, segnando il nuovo massimo storico dalla sua introduzione, nel 1988. Ancora una volta a spingere verso l`alto i prezzi del greggio è un insieme di fattori, che mette insieme l`instabilità politica del Medio-Oriente e la crescente domanda di prodotti energetici. Sempre sul fronte mediorientale, le preoccupazioni degli operatori riguardano anche l`Iran, che ieri ha ripreso le sue attività nucleari, nonostante gli ammonimenti dell`Unione europea su possibili sanzioni internazionali. La scorsa settimana l`Iran, secondo produttore dell`Opec, aveva previsto un imminente rialzo del greggio fino alla possibile quotazione di 70 dollari al barile. Intanto, le associazioni dei consumatori prevedono un settembre carico di tensioni su prezzi e tariffe, per i continui aumenti dei costi energetici. Lo scrivono in una nota congiunta Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc. Le associazioni ricordano di aver già pronosticato una stangata da 500 euro per famiglia, tra aumenti del carburante, gas, elettricità, riscaldamento e ricadute sui prezzi al dettaglio. Per questi motivi, le sigle dei consumatori criticano “i massimi responsabili del governo“ che “vanno in vacanza“ e le Commissioni su prezzi dei carburanti e tariffe rc auto che “addirittura spariscono dalla circolazione“. Vista “la gravità della situazione – conclude la nota – si rende necessario un maggior senso di responsabilità. Il paese non può oscillare tra incompetenze e scorribande corsare nel sistema finanziario“. In questa ottica, Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc chiedono la riapertura del Parlamento per “definire leggi e norme che la situazione richiede, a partire da quelle sul risparmio“.
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