6 Agosto 2005

Così “Nuova Sicilia“ per l`Autonomia e il Federalismo

Sul terreno della Autonomia e del Federalismo c`è posto per quanti intendano alimentare l`albero già piantato affinché il frutto sia sicuro e abbondante. Nuova Sicilia ha consapevolezza di poter continuare ad assumere nella Regione e a Catania un ruolo non secondario nel circuito virtuoso e rischioso di accettazione delle sfide antiche e nuove quali squilibri, marginalità, devianze, sviluppo sostenibile, riconoscendo altresì che il consolidamento e l`efficacia del progetto autonomista passa attraverso il coinvolgimento delle energie più sensibili e la maggiore estensione dell`area del consenso. Cosicché il rombo lombardiano ed i sibili musumeciani e granatiani non servono solo come echi più o meno avvertiti del vasto dibattito apertosi da tempo ma dimostrano ulteriormente la fondatezza e il valore dell`intuizione autonomista e confermano l`esigenza di dare centralità alla neoquestione siciliana e meridionale mediante una forte e credibile iniziativa ai vari livelli, scevra da visioni tattiche e contingenti sollecitate dalla molla del potere, del protagonismo e del trasformismo. Non occorrono novelli Braveheart tanto più i Bossi locali (precedentemente, qualcuno ? ahi lui ? cedendo alla tentazione è affondato nel patetico) giova piuttosto costituirsi in reale riferimento ideale e programmatico nella chiarezza di percorsi e modalità con la determinazione di chi sa di servire una causa giusta. C`è un sentire comune sicilianista radicato ma informe, una percezione diffusa di diritti conculcati la indistinta, una sana voglia di riscatto ma inibita: dare voce e corpo a tutto ciò, rendendolo progetto compiuto, assumendo per intero le relative responsabilità è compito alto, è missione ardita, ma non senza costi! Per questa impresa esaltante vale la pena spendersi con umile impegno e paziente ricerca onde mettere su le condizioni necessarie a consegnare ai siciliani la speranza e la garanzia del cambiamento di rotta acché la Sicilia, diventi finalmente protagonista del proprio destino e del proprio sviluppo. A tal proposito non ci appartengono logiche secessioniste, subalterne o da piagnoni, ma ci interessa rivendicare nell`Europa dalle regioni lo spazio vitale dentro l`imprescindibile vocazione mediterranea a salvaguardia anche della specificità isolana. Nuova Sicilia da sempre avanguardia e forza non rassegnata, come ha ribadito a Catania il suo leader Bartolo pellegrino, in occasione della presentazione dei quadri dirigenti “senza abiure o abdicazioni farà la propria parte per concorrere al rilancio civile sociale ed economico della nostra comunità“. Angelo Rosano presidente provinciale Nuova Sicilia “Ettore Majorana scacchista“ Nell`infanzia il precoce Majorana si distinse per la sua straordinaria abilità nel calcolo numerico e per la sua passione per il gioco degli scacchi. Edoardo Amaldi fu il primo a scrivere che: “a sette anni era divenuto un noto scacchista tanto che la cosa fu riportata nella cronaca cittadina“. Questa notizia venne poi riportata con leggere varianti da Leonardo Sciascia, da Erasmo Recami, da Bruno Russo. Da quale giornale catanese attinse l`Amaldi? A tutt`oggi non è venuta alla luce questa “eventuale“ fonte e l`esistenza di tale presunta notizia a stampa è ancora meramente ipotetica. Qualche anno fa, ebbi modo di intervistare telefonicamente Maria, sorella di Ettore; le chiesi di indicarmi il titolo del giornale, ma lei non aggiunse nulla di più in merito tranne che in famiglia il gioco degli scacchi era stato sempre molto prediletto: furono appassionati scacchisti Ettore, i due fratelli Salvatore e Luciano, e anche Fabio Massimo, loro padre. Lo spoglio del “Corriere di Catania“, il quotidiano cittadino più importante dell`epoca, ha dato finora risultati negativi. Tuttavia è uscito fuori inaspettatamente un articolo, purtroppo anonimo, dal titolo “Il re dei giuochi e il giuoco dei re!“ che dimostra un certo interesse per gli scacchi a Catania nel 1915. prof. Santo Spina “Risposte attese dall`Anas“ Finalmente l`Anas esce allo scoperto e partecipa con Codacons alla campagna di controllo delle autostrade di loro competenza. Iniziativa meritevole e molto apprezzata soprattutto per il fatto che nonostante le numerose segnalazioni di disservizi imputabili all`Anas, mai i loro dirigenti si sono premurati di dare agli utenti una risposta. Con molto piacere colgo l`invito ad inviare le segnalazioni e vorrei chiedere ai dirigenti sia dell`Anas che del Codacons se i cittadini, oltre a una campagna per la sicurezza, abbiano il diritto di percorrere strade e autostrade decorose e costantemente manutenzionate. Sicuramente avranno notato i rifiuti lungo le rampe d`ingresso di tutti i caselli e nelle relative aree, specie Giarre e Acireale, la mancanza totale di cestini portarifiuti nelle aree dei caselli, la pulizia approssimativa delle aree di parcheggio, lo stato di degrado degli spazi verdi, i rifiuti che ostruiscono i canali dell`acqua piovana lungo il viale Mediterraneo che rappresenta una vera vergogna. Sicuramente ci diranno per quale motivo non esiste un servizio di pulizia ordinaria lungo le strade e le autostrade e spero che ci si dica anche perché al Nord tutto questo degrado non si vede e per quali motivi noi utenti siciliani ci meritiamo questo trattamento a dir poco offensivo. Teresa Foti “Andar piano salva la vita…“ Lo dicono le statistiche, lo dice l`esperienza, lo dice il buon senso: la velocità è alla base della maggior parte degli incidenti stradale e in tutti i casi ne aggrava la conseguenze. E` l`andar piano che salva la vita quando un evento imprevisto (sono innumerevoli: una chiazza d`olio sull`asfalto, l`imprudenza di un pedone, una foratura…) costringe a cercare di fermarsi nel più breve spazio possibile per evitare l`irreparabile: arrivare qualche minuto dopo preferibile se si ha la certezza di giungere sani e salvi.

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