4 Agosto 2005

Codacons: «I consumatori devono stare più attenti nel comunicare i loro dati personali»




Una piccola scatola ci permette di non fermarsi più al casello per pagare l?autostrada, una piccola carta ci dà la possibilità di pagare conti anche di svariate centinaia di euro oppure alla fine del mese di ritirare utili regali grazie alla spesa effettuata. La tecnologia ci ha semplificato la vita ma ci ha reso anche facilmente rintracciabili, controllati e controllabili. Abbiamo chiesto al presidente nazionale del Nord del Codacons Marco Donzelli cosa può fare il consumatore per tutelarsi e per prevenire eventuai abusi della sua privacy.

«Il problema non sono i sistemi elettronicamente avanzati che ci aiutano a svolgere alcune funzioni in modo più semplice, il problema è che i dati che vengono registrati siano trattati in modo corretto e non in modo tale da recare danni al consumatore».

Come le intercettazioni?

«No, le intercettazioni son una cosa a parte. Il consumatore non può difendersi da quelle perchè dovrebbero essere provvedimenti ai quali ricorrono i giudici motivati dal bisogno di indagare di fronte ad un?ipotesi di reato. A quel punto il cittadino non deve sapere».

Allora torniano ai dati personali. Che cosa si può fare affinchè non vengano utilizzati in modo illegale?

«Innanzitutto bisognerebbe inasprire le pene nei confronti di coloro che utilizzano i dati personali in modo illecito, compiendo operazioni di marketing pubblicitario e altro».

Operazioni per le quali poi noi ci troviamo la cassetta della posta piena di pubblicità. Che fare allora?

«Stare attenti, non firmare mai niente senza prima aver letto tutto e poi evitare di fare tessere per tutto, ma solo per quelle che possono servire veramente. Anche perchè in alcuni casi queste tessere non portano sconti, mirano ad una fidelizzazione che non porta alcun vantaggio al consumatore».

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