Stangata record per le famiglie
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fonte:
- Giornale di Vicenza
Stangata record per le famiglie
I consumatori: «A causa del caro-greggio in arrivo un aumento di 500 euro»
Roma. Il petrolio ripiega dai livelli record toccati l?altro ieri, ma per i prossimi mesi si annuncia una stangata da 500 euro per famiglia. A stimare l?effetto dei continui aumenti del greggio sui cittadini è un comunicato congiunto delle quattro associazioni dei consumatori Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc.
La giornata dell?oro nero è stata improntata a un ribasso generalizzato, dopo i massimi storici toccati l?altro ieri a New York, dove il Wti è arrivato a quotare 62,30 dollari al barile, e Londra, piazza sulla quale il Brent ha raggiunto al quotazione di 60,98 dollari al barile.
Già nell?after hours newyorkese, nelle prime ore della mattina italiana, il barile di greggio aveva segnato un -0,3%, assestandosi a 61,38 dollari. L?apertura odierna del Wti ha poi riportato i prezzi sotto quota 61, con il future in consegna a settembre che ha lasciato sul terreno oltre l?1%, a 60,87 dollari al barile, per poi tornare a 61,15. Perdita di circa un punto percentuale anche per il Brent, il greggio di riferimento europeo, che nel pomeriggio era sceso sotto quota 60, con un prezzo di 59,86 dollari al barile. Alla fine ieri ha chiuso in rialzo il prezzo del petrolio a New York, +0,4% a 61,8 dollari.
Nonostante i ribassi rispetto ai livelli record di lunedì, le quotazioni dell?oro nero restano comunque molto alte, tanto da indurre le associazioni dei consumatori a prevedere una «maxi stangata da 500 euro l?anno» per le famiglie italiane.
Secondo Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc, le quotazioni del greggio innescheranno «effetti a catena sui prezzi dei prodotti energetici», che causeranno aumenti immediati e a breve termine per benzina, gasolio, luce, gas e riscaldamento.
La conclusione delle associazioni è stata una presa di posizione contro l?esecutivo. «Il governo e Scajola – si legge nella nota – che avevano promesso provvedimenti concreti per contrastare gli aumenti, sono latitanti». Per questo motivo, le quattro organizzazioni invitano i ministri economici a prendere urgenti provvedimenti, minacciando in caso contrario un taglio dei consumi.
Il caro-greggio pesa anche sulle casse di Alitalia. Nell?incontro di ieri tra sindacati e vertici dell?azienda ha fatto capolino anche il discorso sull?impennata del prezzo del carburante che – secondo i rappresentanti dei lavoratori – non è escluso che possa portare ad una revisione del piano industriale 2005-2008. I conti, infatti, con la quotazione così elevata del greggio non quadrerebbero più. «Alitalia ha avuto sinora maggiori costi per 300 milioni di euro – ha riferito il segretario nazionale della Fit Cisl Claudio Genovesi – tanto da vanificare gli interventi sulla riduzione delle spese».
E intanto la Cnooc, la terza compagnia petrolifera cinese, ha abbandonato ogni proposito di conquista della Unocal, società californiana del settore (nono gruppo statunitense) con oltre 100 anni di storia alle spalle. Cnooc alla fine spiana la strada della rivale ChevronTexaco, decidendo la resa definitiva di fronte alle barriere progressivamente montate dal Congresso Usa, sia dai repubblicani sia dai democratici, e sfociate da ultimo nell?approvazione di un provvedimento per l?esame accurato di oltre quattro mesi dell?operazione qualora la compagnia cinese avesse vinto il controllo della Unocal, che già ad aprile aveva accettato la proposta (rifiutando quelle del gruppo cinese e dell?italiana Eni) della ChevronTexaco, una delle ex Sette Sorelle del greggio, da 16,5 miliardi di dollari.
La conglomerata asiatica, controllata al 70% dal governo cinese aveva offerto in giugno ben 18,5 miliardi di dollari tutti in contanti, comprensivi dei 500 milioni di penale da pagare alla ChevronTexaco per la rottura dell?accordo raggiunto con Unocal. La società californiana concentra infatti il 26% delle proprie riserve in Nord America e il 56% in Asia, in un?area che presenta un alto valore strategico vista la continua richiesta energetica delle economie cinese e indiana in forte espansione.
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