30 Luglio 2005

Benzina e tabacchi spingono l`inflazione al 2,1%

Benzina e tabacchi spingono l`inflazione al 2,1%

MILANO – L`inflazione rialza la testa. Con un incremento dello 0,4% su base mensile, che porta la variazione annua a ?2,1% rispetto al luglio 2004, si tratta del rialzo congiunturale più elevato dal febbraio 2003, mentre, a livello tendenziale, il carovita in Italia si allinea, sulla spinta del caro-petrolio che anche ieri è tornato ai massimi oltre 61 dollari al barile, al dato di dieci mesi fa. Si tratta delle stime provvisorie diffuse ieri dall`Istat, che peraltro indicano un andamento analogo a livello europeo, come anticipato dalla stima flash dell`ufficio statistico Ue: nella zona euro, infatti, l`inflazione a luglio si è attestata al 2,2%, contro il 2,1% del mese precedente. Per quanto riguarda l`Italia in particolare, le variazioni appaiono molto diverse da settore a settore. Se i prodotti alimentari e le bevande analcoliche hanno registrato un decremento dello 0,2% su base tendenziale e dello 0,4% rispetto a giugno, il prezzo delle bevande alcoliche e dei tabacchi (soprattutto a causa dell`aumento di sigarette e tabacchi deciso dal governo) ha registrato un ?7,7% tendenziale e un ?2,2% sul mese. Per l`abbigliamento e le calzature l`aumento tendenziale è stato dell`1,7% (praticamente inalterato sul mese) mentre per abitazione, acqua, elettricità e combustibili, l`incremento è stato del 5,3% tendenziale e dell`1% mensile. Per contro sono risultati in calo i prezzi su base tendenziale per i servizi sanitari e per la salute (-1,5%) e per le comunicazioni (-4,5%). In deciso aumento, invece, quelli per i i servizi di ristorazione (?2,2% tendenziale e ?0,3% mensile), e per l`istruzione (?3,5% tendenziale e ?0,1% mensile). Dopo mesi di stabilizzazione, sono tornati a crescere anche i prezzi dei servizi assicurativi dei mezzi di trasporto, che a luglio hanno registrato un ?0,5% su giugno e un ?2,2% rispetto a 12 mesi prima, a fronte di un incremento tendenziale che a giugno era dell`1,6%. Complessivamente l`aumento del carovita a luglio, sottolinea l`Istat, è stato dovuto in gran parte dal caro-petrolio, con l`incremento dei prezzi dell`energia, a partire dal gas (?9,1% tendenziale) dal gasolio per riscaldamento (?19,2% tendenziale, ?2,7% sul mese), dalla benzina verde (?3,5% sul mese, ?9,5 sull`anno) e dal gasolio per auto (?4,7% sul mese, ?20,9% sull`anno). Per i trasporti in generale, l`aumento registrato a luglio è stato dell`1,4% rispetto a giugno e del 5,5% rispetto a un anno fa, anche se per i soli biglietti aerei l`incremento è stato, rispettivamente, del 9% e del 35,9%. La fiammata registrata dall`inflazione non sembra comunque preoccupare più di tanto gli analisti, convinti che si tratti fondamentalmente di effetti collegati a fattori temporanei. Di fatto, però, sono venute meno le premesse per stabilizzare il tasso sotto la soglia del 2% per l`intero 2005. E le associazioni dei consumatori tornano alla carica, lanciando critiche all`Istat e ai criteri di rilevazione seguiti. “L`inflazione percepita dai cittadini si attesta almeno al 6-7%“, denunciano in coro Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc. “L`aumento del carovita di questo mese – rincara la dose l`Adiconsum – è ancora più preoccupante visto il blocco degli aumenti delle tariffe elettriche posticipato a settembre“.

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