Consorzio Asi «nella bufera»
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fonte:
- La Sicilia.it
Ispezione regionale.
Nessun esito ufficiale ma c`è già chi vuole il commissariamento dell`Ente
E` come l`araba fenice la relazione sulla ispezione al Consorzio Asi di Catania disposta dall`assessorato all`Industria su richiesta di tre dirigenti dell`Ente. Nessuno l`ha ancora vista, ma molti ne anticipano il contenuto che parlerebbe di molte irregolarità gestionali all`interno del Consorzio. Fino a ipotizzare un possibile azzeramento dell`attuale Comitato direttivo dell`Ente.
Riepiloghiamo i fatti come sono esposti in due diverse interrogazioni presentate una settimana fa e rivolte all`assessorato all`industria; firmate l`una dall`on. Beppe Spampinato (Margherita) e l`altra dall`on. Santi Formica (An). In quella a firma Spampinato si legge che «Alla fine del 2004 tre dirigenti del Consorzio Asi «con atto notorio stragiudiziale… indirizzato al presidente, al direttore generale ai componenti del Comitato direttivo al Collegio del revisori dei conti e al direttore generale dell`assessorato regionale all`Industria, hanno intimato e fatto diffida… affinchè si provvedesse alla revoca in autotutela di alcune deliberazioni del Comitato direttivo e di alcune determinazioni del direttore generale tutte ritenute viziate e al direttore generale dell`assessorato regionale all`Industria affinchè adottasse i provvedimenti necessari al ripristino della legalità nel predetto ente». Analoga protesta degli stessi dirigenti tre mesi dopo indirizzata questa volta alla Commissione di garanzia per la trasparenza e l`imparzialità della pubblica amministrazione della Regione «per garantire e ripristinare all`interno del Consorzio Asi il principio costituzionale della trasparenza e pubblicità degli atti amministrativi». Troppe proteste a seguito delle quali l`assessorato regionale all`Industria ha inviato la dott. Pia Sichili dirigente del Dipartimento Industria e il signor Giuseppe Lo Paro per svolgere una attività ispettiva. Ispezione che appunto si è conclusa all`incirca un mese fa.
Altre «magagne» quelle messe in luce nell`interrogazione di Formica che tuttavia, come il collega, chiede sia fatta chiarezza. Formica ricorda infatti le conclusioni cui è giunto il commissario ad acta nominato dal Tar sicilia a seguito di un ricorso presentato da un`impresa che ha accertato «gravi e continuate omissioni sia in merito alla formulazione della graduatorie, che nel reperimento delle aree da assegnare». Ma si rileva anche il grave ritardo dell`attuazione dei progetti del Consorzio nell`ambito del Pit 35 per il quale la Regione ha accordato un finanziamento di 9,5 milioni di euro. Si fanno presente poi le lamentele di InvestiaCatania che non riesce, a causa dell`inattività del consorzio, ad andare avanti nel progetto del distretto dell`hi-tech e conclude ricordando la protesta di alcuni «abitanti» del Consorzio riuniti nella sigla «Associazione imprenditori della zona industriale di Catania» con l`appoggio del Codacons che hanno lamentato abbandono e inadempienze nell`area del Consorzio.
Se Spampinato chiede intanto di conoscere gli esiti dell`ispezione, Formica chiede persino la nomina di un commissario straordinario alla guida dell`Ente.
Una richiesta alla quale si associa anche il presidente di InvestiaCatania Stella Rao: «L`Asi catanese – spiega, lamentando i ritardi per il distretto hi-tech – è uno dei consorzi più grandi e più vivi di tutta Italia. Non ci possiamo permettere dunque di avere una Asi che non funziona. Non voglio dare addosso a nessuno, ma questo “tappo“ che blocca tutto deve saltare. Di chiunque sia la colpa è chiaro che in questo momento questa situazione devasta l`occupazione e lo sviluppo a Catania. Bisogna dunque guardare al rinnovamento dell`Asi, anche pensando all`opportunità di un commissariamento. La città non merita che chi è nei posti-chiave faccia finta di non vedere quello che succede. Per questo è opportuno passare da una fase di borbottio a una di azione. Senza inutili dietrologie».
Più pacata la posizione della Cgil così come è espressa dal segretario confederale Pippo Di Natale: «Come Cgil – dice – non intendiamo esprimere giudizi o commenti su fatti o relazioni di cui non siamo direttamente a conoscenza. Siamo, però, interessati che si faccia immediatamente chiarezza, divulgando quanto accertato dall`ispezione dell`Assessorato Regionale Industria ed intervenendo, se del caso, per rimuovere le eventuali irregolarità. Questa situazione di cui tutti parlano e di cui nessuno ha coscienza non giova ad alcuno, tantomeno alla funzionalità di un ente che ancorché vada riformato, come da tempo sosteniamo, svolge un ruolo importante per lo sviluppo industriale di Catania».
Una posizione condivisa dal vicepresidente di Apindustrie e componente del Comitato direttivo dell`Asi Francesco Bizzini: «Se ci sono addebiti specifici parliamone, ma niente processi a nessuno solo per il gusto di processare. Anche io in passato ho criticato alcuni aspetti dell`attuale gestione, ma questo non autorizza una critica generalizzata. Ecco – conclude – chiariamo l`obiettivo: parliamo dello sviluppo o facciamo una caccia alle streghe?»
Il più sereno fra tutti è proprio il più diretto interessato alle critiche, e cioè il presidente del Conzorzio Asi Alfio Massimino. «I problemi certo non mancano all`interno del Consorzio. Non ne ho mai fatto mistero e mi sono sempre adoperato per risolverli. Dunque, mi sento con la coscienza a posto. Tuttavia attendo serenamente di sapere che cosa ha rilevato l`ispezione. Per questo ho richiesto una copia dei risultati della stessa, ma ancora da Palermo non ho avuto risposta. Sui fatti, poi, parleremo».
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