Ora il termovalorizzatore rischia di pesare sulla Tarsu
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
Bari ha perso la sua battaglia. Il termovalorizzatore si farà e nascerà proprio dove ha sede l`Amiu, con la differenza che a costruirlo e gestirlo sarà Termomeccanica. I giudici della prima sezione del Tar (presidente Gennaro Ferrari, relatore Raffaele Greco) hanno messo la parola fine alla vicenda termovalorizzatore, per il quale il sindaco Michele Emiliano aveva annunciato fuoco e fiamme. Il Comune non si è costituito nel ricorso contro Termomeccanica e ha affidato la sua difesa all`Ato che non è riuscita a superare lo sbarramento dei giudici. Una delle dieci sentenze pubblicate ieri e aventi per oggetto le gare sui termovalorizzatori dei bacini di tutta la Puglia, infatti, riguarda proprio Bari, o meglio il bacino Bari 2, dove è previsto un costosissimo impianto (il più caro della Puglia) che comporterà la triplicazione della tassa (o meglio tariffa) dei rifiuti. Il Gruppo Marcegaglia, che ha avuto ragione su tutti i fronti regionali (nella gare in cui era risultata vincitrice è rimasta in sella, in quelle in cui era stata esclusa è stata «ripescata»), a Bari non ce l`ha fatta. Il progetto proposto dalla Termomeccanica, unica rimasta in gara dopo l`esclusione di altre due imprese (tra cui Marcegaglia), nonostante le «osservazioni» della commissione in materia di sicurezza e tutela ambientale, è stato ritenuto in qualche modo idoneo non ha potuto far altro che aggiudicarlo sia pure ritenendolo sufficiente. Bari, quindi, sarà forse l`unica realtà in cui l`avvento dei termovalorizzatori potrebbe comportare, rispetto al resto della Puglia, un vero e proprio fallimento. La spiegazione è semplice. I baresi pagheranno tre volte tanto la prossima tassa sui rifiuti e il servizio ottenuto non sarà dei migliori. Un particolare su tutti: attualmente, lo smaltimento in discarica costa poco più di 50 euro a tonnellata mentre con il progetto Termomeccanica nel sito Amiu il costo si aggirerà intorno alle 120 euro a tonnellata. L`unica certezza è che il Piano Fitto, per quanto riguarda Bari, ha superato ogni esame ed è stato confermato dal Tar. Resta da capire, adesso, se le scelte strategiche siano state quelle più giuste o se il Comune di Bari, a causa delle sua scarse programmazioni nei cicli produttivi legati allo smaltimento dei rifiuti, non si sia meritato nulla di meglio. Non si può negare, però, che mentre altri enti locali porteranno a casa tariffe pari alla metà di quella che dovrebbe pagare Bari, il capoluogo pugliese fa eccezione. L`unica ancora di salvataggio resta un ricorso proposto dal Codacons Bari al Capo dello Stato (e già girato al Tar Bari) che si fonda su una questione mai sollevata nelle varie gare, meno che mai in quella che riguarda il bacino Bari 2: il costo del servizio. Il Codacons (assistito dall`avv. Vittorio Triggiani), calcolatrice alla mano, fa le pulci alla Termomeccanica, e spiega come il piano economico dell`azienda «scarichi» letteralmente sui primi anni di attività l`ammortamento dell`investimento, realizzando un utile che, alla fine dei 15 anni (durata della gestione) è stato stimato in 185 milioni di euro. Critico l`assessore all`Economia, Francesco Boccia che punta l`indice contro l`ex sindaco: «Si è limitato a fare una lettera ed esprimere il suo parere favorevole al progetto Termomeccanica sul sito Amiu. Non c`è mai stata una delibera del Comune». Conclude Boccia: «Passeranno sul mio corpo per triplicare la tariffe della Tarsu».
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