28 Luglio 2005

ANTONVENETA/ LA RISCOSSA DI ABN AMRO

ANTONVENETA/ LA RISCOSSA DI ABN AMRO

Eletto il nuovo Cda, scelta la lista olandese. Udeur: il governo riferisca in Parlamento




L?assemblea degli azionisti di Antonveneta ha eletto il nuovo consiglio di amministrazione. I 285 azionisti presenti hanno scelto i candidati della lista proposti dalla Abn Amro. Lo ha annunciato il presidente uscente Tommaso Cartone, che non compare nelle liste, per correttezza rispetto alla sua posizione indipendente, dice, aggiungendo che i presenti rappresentano il 69,62 per cento del capitale per un totale di 245 milioni e 776.559 mila azioni. Così comincia una nuova sfida per gli olandesi, che dopo il fallimento dell?Opa avvenuto ad opera di Bpi e dei suoi alleati (i concertisti), vedono più vicino il controllo della banca. Intanto, però, il numero uno della banca olandese in Italia, Paolo Cuccia non risparmia le critiche verso l?operato di Bpi e dei concertisti, definendo un?operazione «occulta e strisciante» la scalata di Fiorani and company, anche se poi rassicura gli azionisti: «Abn Amro non farà mancare ad Antonveneta il sostegno che le ha garantito da dieci anni a questa parte», nonostante i fatti gravissimi avvenuti in questi giorni, «con n crescendo di illegalità».
Ma la polemica all?indomani delle intercettazioni telefoniche del Governatore Fazio e consorte con Fiorani (che saranno acquisite anche dalla procura di Roma), non accennano a diminuire, chiamando a raccolta la politica, ma soprattutto la necessità in una prossima legislatura di modificare la legge che prevede il mandato a vita per il numero uno di Bankitalia.
E se il portavoce dell?Unione europea non commenta le intercettazioni, anche se assicura di «monitorare la vicenda molto da vicino», l?Udeur di Clemente Mastella chiede che a fronte di una situazione così intricata il governo riferisca in Parlamento.
Duro con il Governatore l?esponente Udc, Bruno Tabacci che coglie ancora una volta l?occasione per ribadire il Tabacci-pensiero. «Da tempo vado sostenendo che l?arbitro non fa il suo mestiere, ma è parte del sistema».
Ancora più chiassosi i consumatori che senza mezze misure chiedono a Fazio di lasciare l?incarico. «Mentre i Paperoni italiani si spartiscono soldi, società e immobili – afferma il presidente del Codacons Carlo Rienzi – i cittadini, massacrati dal caro-vita, stringono sempre più la cinghia, diminuendo anche i consumi alimentari. Il tutto mentre la legge sul risparmio, che avrebbe dovuto tutelare i piccoli investitori, langue in parlamento».

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