27 Luglio 2005

Un premio mancato. Dopo la maturità

Un premio mancato. Dopo la maturità



Continua il rientro di siracusani in vacanza a Sharm El Sheikh. Lunedì notte è stata la volta di
una comitiva di 10 persone. Dopo giorni di attesa, finalmente, i componenti del gruppo hanno potuto riabbracciare i loro cari. Grande commozione tra parenti ed amici che, nelle ore successive alle esplosioni, avevano fortemente temuto per le loro sorti.
Nessuno di questi turisti è stato coinvolto negli attentati di venerdì notte e tutti godono di buone condizioni di salute. Se la sono cavata, insomma, solo con un grande spavento.
Sono tornati a casa anche Giuseppe Pignataro, Dario Giangreco, Mattia Masini, Vera Orlando e Marta Motta. Questi ragazzi avolesi, tutti in età compresa tra i 18 ed i 19 anni, erano fino a lunedì scorso in vacanza nella località turistica egiziana.
Per gran parte si trattava di un viaggio premio per aver conseguito la maturità. Un premio che è stato però “gustato“ solo fino a venerdì notte, quando Sharm el-Sheikh è stata colpita dai terroristi.
«Non abbiamo sentito le esplosioni perché quella notte eravamo in una discoteca nel bel mezzo del deserto – racconta Giuseppe Pignataro – Ma da allora in poi la nostra vacanza è finita.
«Ci siamo chiusi in albergo e siamo usciti solo tre giorni dopo per prendere l`aereo che ci ha riportato in Italia».
Intanto chi ha prenotato la vacanza a Sharm el Sheikh per i prossimi giorni non sa cosa fare. Una comitiva di 10 siracusani aveva acquistato il pacchetto vacanze per la località del Mar Rosso parecchie settimane fa. Ma nessuno di loro intende correre rischi. Non vogliono recarsi in un`area soggetta al pericolo del terrorismo. Peraltro, anche il ministero degli esteri ha sconsigliato ai turisti di mettersi in viaggio verso Sharm El Sheikh. Hanno già chiesto all`agenzia viaggi presso cui hanno acquistato il viaggio una modifica della destinazione ed attendono una risposta.
«Malgrado le nostre richieste, il tour operator che ha organizzato il soggiorno non sembra intenzionato a proporci una soluzione alternativa, a trovare un`altra meta per le nostre vacanze – si rammarica una delle componenti del gruppo -. Non possiamo mettere a repentaglio la nostra vita e non vogliamo neanche che parenti ed amici stiano per dieci giorni in pensiero per noi.
«Al contempo, però, non vogliamo né rinunciare alla vacanza, né gettare al vento i soldi che avevamo speso per questo viaggio. La richiesta fatta al tour operator mi sembra più che legittima».
Nei giorni scorsi il presidente del Codacons, Tanasi, aveva ricordato che «i Tribunali di tutta Italia riconoscono il diritto alla paura, quindi anche quello di ambiare destinazione».

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