23 Luglio 2005

Adesso anche la spesa si fa a rate

Adesso anche la spesa si fa a rate

Ci si indebita per acquistare auto, mobili, elettrodomestici e vacanze. E spunta la rateizzazione al supermercato



PERUGIA – Strette tra stipendi risicati e caro vita, più della metà delle famiglie umbre si ritrova con risparmi prosciugati o rate da pagare. E non solo per i mutui, con il credito al consumo che avanza ormai al ritmo del 18,50% annuo. Che tradotto in cifre, porta ad un`esposizione media con il sistema bancario di 11.700 euro per famiglia. Ci si indebita per acquistare immobili, autovetture, mobili ed elettrodomestici, ma la nuova frontiera porta ad acquistare a credito anche le vacanze e, novità, la spesa quotidiana al supermercato. Ne consegue un assetto economico-finanziario precario che vede una famiglia su tre pronta a rivedere anche il proprio stile di vita. Come recitava lo slogan preelettorale “a fine stipendio avanza sempre il mese“, le difficoltà maggiori si traducono nella sindrome della terza e quarta settimana, con le spese domestiche che per sempre più famiglie diventano un incubo. Una famiglia su due (52%) supera l`empasse attingendo ai risparmi e l`altra metà circa (47%) si rifugia negli acquisti a rate. Al 31 dicembre 2004, Bankitalia rilevava una consistenza di 992 milioni di euro divisa tra sistema bancario (616 milioni) e società finanziarie (376). Queste ultime, dal settembre 2003, hanno visto aumentare il volume del credito erogato del 32%. Nel complesso, in 15 mesi, il ricorso alle rate ha subito un balzo del 22,3%. L`indebitamento degli umbri non rappresenta un record nazionale ma, considerandone la dinamica, diventa lo specchio di un disagio che cresce. “É un fenomeno preoccupante – fa notare Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – che in molti casi si traduce in indebitamento sommerso del quale le famiglie neanche si rendono conto. Si comprano vacanze a rate ed ora anche la spesa quotidiana“. Alcune catene di supermercati si stanno infatti organizzando per dilazionare gli importi della spesa cumulati a fine mese, con la possibilità di pagare con 30 o 60 giorni di ritardo. “Si sommano rate su rate – aggiunge la Falcinelli – con spese sempre più alte in termini di interessi“. Ma un altro elemento descrive le difficoltà degli umbri ed è quello segnalato al Codacons da diversi esercizi commerciali medio-piccoli della regione: “É il ritorno al “libretto“ nel quale annotare la spesa non pagata dal cliente, come accadeva negli anni `60/`70“. Intanto, da una ricerca dell`associazione artigiani Cgia di Mestre sull`indebitamento medio delle famiglie italiane con il sistema bancario, emerge che in Umbria le famiglie perugine sono più “esposte“ delle ternane, 12.344 euro contro 10.297 euro. Nella classifica nazionale, la provincia di Perugia è 34^, Terni 55^. Oltre alle cifre, preoccupano le ripercussioni sullo stile di vita delle famiglie, con due su dieci che, stando a recenti ricerche sulle condizioni di vita, superano le difficoltà lavorando di più: facendo straordinari o trovando un secondo lavoro. Ma c`è anche chi (il 35%), per tirare avanti, rinuncia a fare figli o a sposarsi.

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