22 Luglio 2005

Segnalazione d`obbligo per promuovere i «generici»



Gli sconti, finora, si vedono solo col cannocchiale. Ma la legge adesso c`è. E chissà che presto non trovi spazio. Con 221 voti favorevoli e 158 contrari ( tutta l`opposizione), ieri la Camera ha approvato definitivamente il Dl 87 sui prezzi dei farmaci da banco. Un decreto che per due mesi ha davvero « tenuto banco » nel mondo antico delle medicine d`Italia, con scontri velenosi tra farmacisti e ministro, medici, produttori, rappresentanti dei consumatori e dei pazienti. E che ha visto il Codacons vendere provocatoriamente per un giorno in un supermercato di Roma i farmaci da banco ( senza ricetta) sotto il consiglio di un farmacista. Quella vendita extra farmacie che il ministro Francesco Storace non gradisce affatto ( e ovviamente neppure i farmacisti), ma che in tanti caldeggiano, primo l`Antitrust. Varato il decreto, insomma, la sensazione è che adesso possa cominciare la vera partita. Le dichiarazioni di rito, subito dopo il varo della legge, in apparenza sembrano superare le polemiche. Storace conferma: « È un`opportunità in più per le famiglie, adesso si potrà finalmente attuare il decreto. E si adeguerà tutto il mercato » . Aggiungendo, quasi a tendere una mano ai farmacisti: « Il decreto conferma il valore della professionalità specifica del farmacista » . Replica sorniona, a distanza, Federfarma: « Prendiamo atto dell`approvazione del decreto. Le farmacie avranno cura di applicarlo » ; su quale parte ( i consigli ai consumatori o gli sconti fino al 20%?) non è dato sapere. Plaudono le farmacie comunali ( Assofarm), 652 delle quali applicano gli sconti ( ma non sempre al massimo e su tutti i prodotti): « Finalmente l`approvazione, stavamo rischiando la schizofrenia » .
Nella linea di confine della soddisfazione anche il sottosegretario alla Salute, Elisabetta Casellati ( « un buon provvedimento » ) , e il relatore e responsabile farmaci di Fi, Fabio Minoli ( « una misura concreta contro il caro vita » ) .
Di tutt`altro tenore le dichiarazioni del centro sinistra: per Grazia Labate ( Ds) è solo « un decreto bluff » , mentre per Rosy Bindi è solo « un`altra legge spot » . Sarebbe stato meglio applicare sconti ( 10%) all`intera classe a carico dei cittadini.
Sconti e prezzi. Le farmacie « possono vendere » i farmaci da banco senza ricetta con uno sconto massimo del 20 per cento. Sconto che può variare da farmaco a farmaco ma che va applicato senza « discriminazioni » a tutti i clienti. Quanto ai prezzi, scatta il blocco: vale per tutta la classe C e per tutti i farmaci da banco e durerà due anni, fino al 2007. I prezzi poi potranno essere cambiati ( all`insù) solo negli anni dispari.
« Sostituibilità » . Come per i generici, il farmacista dovrà segnalare al cittadino che acquista un farmaco « C » con ricetta l`esistenza di un prodotto analogo « equivalente » meno caro ed è obbligato a venderlo se il cliente lo chiede, a meno che il medico non indichi esplicitamente la non sostituibilità. Se non ottempera, il farmacista rischia sanzioni che vanno dalla multa alla chiusura dell`esercizio per almeno 15 giorni.
Il generico cambia nome. Non li chiameremo più farmaci generici.
Con la speranza che suscitino più fiducia ( e si vendano di più) si chiameranno « medicinali equivalenti » .
Mini confezioni e scritte in Braille. Presto saranno indicate dall`Aifa i prodotti per cui devono essere previste confezioni monodose o contenenti « una singola unità posologica » . Scatta poi l`obbligo delle scritte in Braille per tutti i farmaci, con o senza ricetta.
Medici con proroga. Ultima aggiunta: proroga fino al 31 luglio 2006 della possibilità per i medici del Ssn di esercitare nei propri studi la libera professione intramoenia.

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