Farmaci, scontro sullo sconto
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fonte:
- Giornale di Vicenza
I farmacisti: «Rispetteremo la legge, ma non la capiamo»
«I costi saranno ridotti, ma attenti ai danni causati nei piccoli Comuni Portare le medicine nei supermarket è incentivare l?abuso»
Cittadinanza attiva accusa i farmacisti: ?Gli sconti sono un miraggio. La riduzione del 20 per cento è stata totalmente ignorata?. Il ministro Storace si infuria e minaccia: ?Se i prezzi non calano porteremo i farmaci anche nei supermarket?. Il Codacons fa ancora di più.
Un?autentica provocazione contro il caro-farmaci. Organizza una vendita di medicinali in un centro commerciale di Roma, e su un improvvisato bancone di farmacia vende prodotti per i quali non è prevista la ricetta medica a prezzi ribassati tra il 20 e il 40 per cento. Aspirina, Cibalgina, lassativi, pomate, sciroppi. E l?Ote, l?Osservatorio della terza età, appoggia subito l?iniziativa. «Nessuno vuole la vendita selvaggia – dichiara il segretario generale Roberto Messina – ma quello che la gente comune chiede è di poter trovare una farmacia anche in un supermercato, al posto di andarla a cercare tra le 17 mila farmacie contingentate da una legge di 100 anni fa. Basterebbero mille nuovi punti-vendita per generare un risparmio da 150 a 200 milioni per i cittadini che pagano di tasca propria». Insomma la tensione è alta, mentre il decreto taglia-prezzi voluto dal ministro della salute va avanti al galoppo verso la conversione in legge in vista della scadenza del 29 luglio.
La sensazione è che i farmacisti non siano convinti del provvedimento e che si vada allo scontro duro.
Ma Alberto Fontanesi, presidente di Federfarma Vicenza, l?associazione che riunisce i 220 farmacisti della provincia, smentisce la possibilità di una disobbedienza civile, anche se non finge proprio di essere d?accordo: «Gli sconti sono ormai legge dello Stato, e questa legge la rispetteremo, anche se non la capiamo. Noi non facciamo altro che applicare prezzi fissati da altri, spesso neppure condividendoli. In alcuni casi i prezzi sono più elevati di prodotti analoghi che sono sul mercato. Basterebbe ricorrere al consiglio del farmacista per risparmiare anche parecchio. La diversità di prezzo è dovuta alla decisione delle aziende produttrici di fare pubblicità o meno. Certo, i prezzi vanno ridotti. Ma lo sconto servirà solo a calmare il mercato momentaneamente, perché i prezzi li fisseranno sempre e solo le aziende. E non dimentichiamo un grosso pericolo: molte farmacie piccole e medie, che svolgono un servizio insostituibile anche in Comuni dove non c?è neppure un medico, dove sopravvivono qualche volta a stento – da noi posso citare Lastebasse, Rotzo, Foza, Campolongo, Gambugliano, Zovencedo – andranno in crisi per questo sconto».
Il vicepresidente dei farmacisti Tino Patuzzi allarga la questione ai farmaci griffati: «Io non sono contrario ma è importante dare visibilità. I prezzi dobbiamo diminuirli anche fra i farmaci di marca. I generici sono già ribassati, e il cliente non è sempre in grado di valutare. Sì, si creerà concorrenza, ma in parte la concorrenza esiste già su altre cose che si vendono in farmacia, ad esempio cosmetici, integratori, alimenti per bambini, prodotti Scholl».
Pastiglie e sciroppi negli scaffali dei supermercati. I farmacisti prendono le distanze. «La manovra è di portare il farmaco fuori dalla farmacia – dice Fontanesi -. Ho molti dubbi che una scelta del genere vada realmente a vantaggio del consumatore. Si incentiva l?uso dei medicinali, si moltiplicano gli abusi, si mettono in discussione, turni, controlli, preparazioni magistrali, tutti servizi che diamo gratuitamente al cittadino, e senza onere per lo Stato». «Quella della Codacons – aggiunge Patuzzi – è strumentalizzazione. Nel decreto del ministro si è infilata gente che è solo interessata a vendere ciò che finora si può vendere solo in farmacia. Sono assolutamente contrario. Si sposta l?ottica verso il consumo. Chi vigilerà sulla salute? In Europa alcuni Paesi che avevano liberalizzato stanno tornando indietro. In Grecia, dove ogni cento metri ce n?è una, si parla di rottamazione delle farmacie».
Intanto la Fofi, la Federazione degli Ordini dei farmacisti, ha presentato una serie di esposti contro la Codacons. Ci saranno code giudiziarie. «Siamo una casta protetta ma nell?interesse dei cittadini» dice Fontanesi. «Godiamo di privilegi che non possiamo negare – ammette Patuzzi – ma stiamo cambiando. Vogliamo diventare farmacisti sociali, mediatori culturali, curare la formazione. A Vicenza abbiamo già fatto dei corsi con i pediatri di base. Ora fra la fine di luglio e i primi 20 giorni di agosto faremo per l??estate sicura? del Comune tre incontri per gli anziani in una sala climatizzata dei vigili del fuoco sull?uso dei farmaci, sull?interpretazione corretta dei generici, sulla corretta alimentazione da seguire quando è caldo».
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