21 Luglio 2005

Solo il mercato produce risparmi veri

Solo il mercato produce risparmi veri


In questi giorni, due notizie hanno acceso i riflettori sul cronico deficit di concorrenza nella società italiana. Da una parte, l`iniziativa spontanea e provocatoria del Codacons, che ha mimato la vendita di aspirine e farmaci da banco al supermercato, ha portato al centro del dibattito il tema della distribuzione del farmaco. Dall`altra, l`autorithy per le telecomunicazioni ha deciso un ridimensionamento delle tariffe telefoniche. In entrambi i casi si è parlato di un tema concretissimo: di prezzi, cioè di quattrini che escono dalle tasche degli italiani. Ma si tratta di situazioni ben diverse. La distribuzione del farmaco in Italia è pressoché` “infeudata“. I rivenditori intascano una percentuale non indifferente del prezzo praticato al consumatore (Iva esclusa) – il 26,7 per cento, nel caso dei medicinali da banco. Il Codacons stima che coop e supermarket si accontenterebbe del 5 per cento: un risparmio non indifferente e anzi significativo, che potrebbe realizzarsi al mero costo di un`apertura del mercato. Consentendo a più soggetti di impegnarsi nella rivendita di medicine (e si parla, beninteso, di un banco dell`aspirina, con farmacista presente, all`interno dei supermercati) si potrebbe alleggerire il peso che devono portare i pazienti-consumatori. Per quanto attiene l`authority delle Telecomunicazioni, invece, abbiamo uno sconto su mandato coercitivo, che sicuramente nell`immediato dà sollievo agli utenti. Ma nel lungo periodo? Sarà pur vero che l`intervento dell`autorità riequilibra i nostri prezzi “sulla media europea“, limandoli ad un livello non inferiore a quello degli altri paesi Ue. Tuttavia, agendo dall`esterno sul mercato, crea un disincentivo per chi vi opera. Soprattutto, assieme rende meno appetibile la telefonia per nuovi operatori (perché dovrei impegnarmi in un settore nel quale il regolatore può decidere di punto in bianco quanto devo guadagnare?), creando incertezza circa l`autonomia ed il finanziamento del sistema dei prezzi, e penalizza inoltre i concorrenti di maggior successo, quelli che valgono quote di mercato più rilevanti. L`esenzione dal provvedimento per H3G, e il trattamento di favore riservato a Wind, lasciano infatti presagire un`intelaiatura ideologica per cui “grosso è brutto“. “ Che cento fiori sboccino“ è un buon precetto per quanti si occupano di concorrenza: ma sostenere i fiori dallo stelo più debole a spese di quelli col gambo più solido in qualche modo rende meno interessante la prospettiva di irrobustirsi. In un Paese come l`Italia, non sono pochi i settori da liberare dalla morsa delle corporazioni e dai tentacoli monopolistici del potere pubblico. Rimuovere le barriere all`entrata per un particolare mercato – la distribuzione del farmaco, ad esempio – può significare assieme risparmi per il consumatore ed una competizione più equa fra imprese. Scegliere la via di interventi regolatori “pesanti“, mettendo generosamente le mani nella marmellata del mercato, magari è quel che i consumatori si aspettano, specie in tempi di vacche magre ed in vista delle elezioni. Ma certo non ci fa fare passi avanti verso quell`Italia più aperta e concorrenziale che pure a parole tutti desiderano.

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