Il presidente Abete è inviperito
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fonte:
- Il Gazzettino
Il presidente Abete è inviperito, il segretario della Cgil perplesso – «Unipol non è la soluzione migliore» – mentre l`immobiliarista fa i conti e scopre un nuovo obiettivo: Mediobanca.
Il giorno dopo l`offerta da oltre 4 miliardi lanciata dalla compagnia assicurativa bolognese, le reazioni non si sono fatte attendere. «Ora Bilbao si trova spiazzata. Spero – ha detto il presidente di Bnl Luigi Abete – che Unipol presenti al più presto un progetto che sia valutabile e spero che tutte le autorità competenti si pongano e risolvano il problema rapidamente» perché per ora «abbiamo un`offerta certa che finisce il 22 luglio e un`altra possibile o probabile, comunque annunciata, ma non ancora garantita né sul piano delle autorizzazioni né sul piano della finanza che potrebbe cominciare alcune settimane dopo». E scatta l`appello alla Banca d`Italia, alla Consob e all`Isvap perché valutino subito «la compatibilità e la congruità» dell`ipotesi di Opa annunciata da Unipol. Ma c`è un problema di fondo che arriva dall`applicazione della normativa. Il prezzo offerto dall`Unipol, osserva Abete, «se l`Opa fosse stata concorrente sarebbe stato sopra 2,9 euro, circa l`8,5\% in più di quello offerto dalla compagnia bolognese», che comunque ha fatto già premio con i 2,7 euro rispetto al vincolo dell`obbligatorietà: 2,5. Poi l`affondo: «Una serie di azionisti della Bnl aveva improvvisamente scoperto l`italianità che poi gli ha dato un sacco di soldi». Fioccano gli esposti come quello di Codacons – «Come fanno delle coop a diventare finanzieri d`assolto?» – e i pareri delle agenzie di rating come Standard & Poor`s, che vede grigio sul futuro del nuovo gruppo a causa dei debiti da scalata da spesare.
In ogni caso il maggior sindacato italiano e quello alfiere della sinistra, la Cgil, non ritiene che l`Opa della compagnia bolognese sulla Bnl sia la soluzione migliore per la banca. «L`Unipol agisce secondo quanto ritiene utile per sè – spiega il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, a margine della presentazione del congresso dell`organizzazione -, non eravamo e non siamo convinti che questa sia la soluzione migliore per Bnl. Si carica di troppi debiti per un`azienda, la Bnl, che è in difficoltà da anni ed ha bisogno di una grande banca internazionale per essere rilanciata».
Nel frattempo la Borsa scommette sulla prossima “preda“: Mediobanca ha registrato, sul finire di seduta, un progresso del 2,59\% a 16,42 euro, toccando i massimi storici. Sono passati di mano 10,8 milioni di pezzi, pari all`1,3\% del capitale, dopo aver sfiorato i 16,6 euro (+3,65\%). Un rialzo speculare a quello messo a segno dalle Generali che hanno terminato le contrattazioni (è passato l`1,13\% del Leone) a 26,45 euro, il massimo della giornata. Meno appariscente Rcs (+1,16\%, a 5,918 euro) con scambi contenuti a poco meno dello 0,3\% del capitale. Si ripete insomma una scena, quella degli acquisti su Piazzetta Cuccia, già vista altre volte quest`anno e che ha portato il titolo a guadagnare il 37,1\% da inizio 2005. Il mercato sembra dunque scommettere su una partita ancora tutta da decifrare nei suoi contorni ma che, se e quando dovesse scatenarsi, è destinata a rivoluzionare il quadro della finanza italiana e, secondo gli osservatori, ad avere come probabile obiettivo il controllo delle Generali. L`istituto presieduto da Antoine Bernheim, con i suoi 33 e passa miliardi di euro di capitalizzazione, appare un fortino inespugnabile con un assalto frontale (la cessione della sua quota in Bnl, attraverso l`eventuale adesione all`Opa di Unipol a 2,7 euro, comporterebbe per il Leone di Trieste una plusvalenza di 193 milioni di euro). Ma ieri il cda si è chiuso in maniera criptica: venderemo al miglior offerente.
Rimangono i miliardi a disposizione di Ricucci & C: 2,25. Con laute plusvalenze. Basteranno a scalare Rcs o Mediobanca?
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