ABETE: «LA PAROLA ALLA VIGILANZA»
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fonte:
- Il Campanile
Il presidente Bnl: la legge vigente ha dei limiti. Della Valle: rispettosi degli amici spagnoli
Il giorno dopo l?acquisizione da parte di Unipol delle quote Bnl detenute dal contropatto, è tempo di bilanci. Sia per il presidente di Bnl, Luigi Abete che per le Generali, che detengono l?8,72 per cento dell?ex banca del tesoro e che ieri hanno riunito il Consiglio di amministrazione. Il numero uno della banca romana ieri in una conferenza stampa ha spiegato chiaramente che rilancio di un?Opa da parte della compagnia di Consorte ha di fatto bloccato l?Ops volontaria da parte di Bbva, impedendo «ogni possibilità di rilancio».
Intanto, però, sulla scalata di Unipol alla Bnl ieri il Codacons ha presentato un ricorso al ministero del Lavoro. L?associazione dei consumatori vuole fare chiarezza «su come sia possibile consentire che le cooperative, che hanno goduto e godono di privilegi fiscali enormi, possano trasformarsi in finanzieri d?assalto», chiedendo pertanto di «revocare i benefici fiscali a tutte quelle che di fatto non svolgono più il ruolo di cooperazione senza fini di lucro». Tornando, poi ad Abete, il presidente ha rivendicato di aver avuto «un ruolo di utilità per il prezzo ottenuto» grazie ai continui e ripetuti appelli per l?uguale trattamento per tutti gli azionisti. «Prendo atto con piacere che il dottor Consorte non si sia limitato ad applicare il prezzo base dell?Opa obbligatoria ma abbia offerto un prezzo di 2,7 euro ad azione superiore del 5,7 per cento a quello minimo. Ma con un?Opa concorrente – ha precisato – il prezzo sarebbe stato superiore di 20 centesimi, a 2,9 euro, circa l?8,5 per cento in più». Abete si è anche rivolto alle autorità di vigilanza perchè si esprimano al più presto sull?offerta di Unipol per cercare di mantenere la contemporaneità con quella di Bbva che scade il prossimo venerdì. Abete, infine, ha sottolineato i limiti della legge attuale ricordando che «il patto di sindacato avrebbe dovuto avere un via libera preventivo dalle autorità», ma questo non è stato possibile per i tempi stretti che hanno avuto le trattative.
E, se il consiglio di amministrazione di Generali, dopo aver esaminato la situazione che si e venuta a creare tra gli aspiranti il controllo di Bnl, ha dato mandato al vertice aziendale per aderire all?operazione di mercato che, al momento opportuno, «risulti oggettivamente più vantaggiosa», Diego Della Valle, azionista con il 4,99 per cento di Bnl ha offerto un quadro diverso, definendosi, prima di tutto, coerente e rispettoso nei confronti dell?istituto bancario spagnolo Bbva, anche?esso coinvolto nell?operazione di acquisizione di Bnl . «Siamo ? ha detto al termine del Cda – per operazioni coerenti con un nostro modo di ragionare, rispettosi dei nostri amici». A suo avviso ad interessare gli azionisti delle Generali sarebbe tutto quello che rispetta il mercato nella sua globalità. «Quindi, nelle mie valutazioni – ha proseguito – rientrerà fortemente il fatto che ciò che faccio io deve essere legato a tutto ciò che verrà fatto per i piccoli azionisti. Quindi non accetterò mai un trattamento diverso da quello che sarà riservato a loro». Della Valle ha inoltre sottolineato l?intesa con la società assicurativa triestina. «Siamo sempre stati ottimi compagni di viaggio – ha ricordato l?imprenditore – siamo persone serie e quindi anche molto coerenti. Ci comporteremo di conseguenza».
Intanto, sulla questione anche il sindacato ha offerto il proprio punto di vista. Il numero uno della Cgil, Guglielmo Epifani ha fatto sapere che per quello che riguarda la Cgil «non eravamo nè siamo convinti che questa sia la soluzione migliore per Bnl». Secondo il numero uno di Corso d?Italia, il nuovo gruppo «si caricherà di troppi debiti per un?azienda, la Bnl, che è in difficoltà da anni, che avrebbe bisogno di una grande banca internazionale per essere rilanciata».
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