“Meglio tardi che mai“, verrebbe
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fonte:
- Il Gazzettino
“Meglio tardi che mai“, verrebbe da dire. Perchè i saldi estivi, a Padova e nel resto del Veneto, iniziano questa mattina con un certo ritardo rispetto ad altre regioni vicine. Suscitando così non poche perplessità tra gli operatori commerciali ed anche tra gli stessi clienti. Ma alcuni negozi, per la verità, hanno iniziato a scontare i prezzi già da tempo attuando di fatto una concorrenza sleale nei confronti di chi rispetta le regole. La maggior degli operatori aprirà invece ufficialmente la stagione questa mattina. A praticare le svendite, secondo l`Osservatorio della Confesercenti, quest`anno sarà il 76\% dei negozianti di abbigliamento. La percentuale però salirà all`86\% per le attività del centro storico dove è concentrata la maggior parte degli esercizi.I saldi hanno tuttavia perso parte del loro “appeal“ anche per chi li pratica. Brenno Giannini, presidente delle “Botteghe del centro“, ad esempio, da tempo non ha dubbi su come valorizzarne l`efficacia. “Visto che chi vuole fare il furbo può mettere tutto in svendita senza rispettare il calendario fissato dalla legge – dice – tanto vale liberalizzare completamente il mercato a proposito di sconti speciali e lasciare che ogni negoziante si assuma le proprie responsabilità. Compreso anche il rischio di perdere la faccia con il cliente, di compromettere la propria credibilità. Potremmo vedere come va a finire: ci sarà chi è destinato a chiudere ma anche chi serio è e serio rimane. Saranno in consumatori, sempre attenti a come spendere con intelligenza, a distinguere tra affare e bufala“. Sui saldi interviene anche il Codacons, ricordando che i vigili di molte città stanno controllando tutti i negozi che hanno anticipato le svendite magari mascherate da false promozioni. “Sarebbe magnifico se tale iniziativa fosse estesa anche alla provincia“ dice Maria Grazia Crivellari. Ma come orientarci per gli acquisti e come regolarci quando nei negozi non vogliono pagamenti con la carta di credito oppure non sostituiscono la merce difettosa? L`associazione è prodiga di consigli. “In primo luogo – continua Crivellari – quando in un negozio sono esposti cartelli del tipo “non si cambia la merce“, “non si provano i capi“, “non si accettano carte di credito“, non acquistate proprio nulla. Chi sceglie questa politica va penalizzato, meglio scegliere i “negozianti amici“ cioè coloro che ti sostituiscono la merce anche se sbagli la taglia“.L`associazione raccomanda cautela nell`acquisto, e di conservare sempre lo scontrino. Il negoziante è obbligato a sostituire sia l`articolo difettoso, anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Ancora. Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce “saldo“ deve essere l`avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Infine un`ultima raccomandazione: diffidare degli sconti superiori al 50\%, perché spesso nascondono merce non proprio nuova.
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