SALUTE/ CODACONS: RISARCITA PER FUMO PASSIVO, ECCO LE MOTIVAZIONI
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fonte:
- TM News
Roma, 15 lug. (Apcom) – Attenzione ai datori di lavoro che non tutelano la salute dei dipendenti, in particolare per quanto riguarda il fumo passivo, poiché potrebbero ritrovarsi a dover “rispondere delle conseguenze dannose del proprio comportamento omissivo“. E` quanto evidenzia il Codacons, sulla base della sentenza del Tribunale di Roma, che lo scorso maggio condannò il ministero della Pubblica istruzione a pagare 400.000 euro come risarcimento a una dipendente non fumatrice ammalata di tumore per le sigarette dei colleghi.
Nella sentenza, il giudice Giuseppina Vetritto ha infatti evidenziato come, a fronte delle lamentele della dipendente, “la parte datoriale abbia del tutto ignorato le conseguenze dannose che il fumo passivo poteva provocare nella salute della dipendente, omettendo di adottare qualsiasi misura atta ad evitare siffatte conseguenze, persino quella assai banale di assegnarle una stanza da condividere con colleghi non dediti all`abitudine di fumare, con un comportamento che non può non ritenersi violativo“ della legge.
“La salute è un bene primario che assurge a diritto fondamentale della persona ed impone piena ed esaustiva tutela, tale da operare sia in ambito pubblicistico sia nei rapporti di diritto privato“, si legge nella sentenza. “Non vi è dubbio invero che fosse di comune esperienza già nel corso del decennio precedente l`insorgere della malattia della Sposetti la nocività del fumo anche c.d passivo, se è vero che già nel 1991 la Corte Costituzionale la dava per pacifica; che nel 1995 la questione era già approdata dinanzi alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione“, che il divieto di fumo “ha quale ratio giustificatrice proprio gli effetti particolarmente dannosi del fumo nei locali chiusi“ e, infine, che “persino una nota `pubblicità progresso` molto trasmessa nella prima metà degli anni ottanta recitava `chi fuma avvelena anche te, digli di smettere“`.
A seguito di questa vittoria che ha fatto il giro del mondo – spiega il Codacons in una nota – abbiamo vagliato migliaia di richieste di assistenza da parte di non fumatori costretti a convivere col fumo passivo dei colleghi, e siamo arrivati a circa 500 cause analoghe in procinto di essere presentate nei Tribunali di tutta Italia, per far valere i diritti di chi si è ammalato per il fumo altrui e non ha visto tutelato il proprio diritto alla salute..
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