INFLAZIONE/SCENDE A GIUGNO, CONSUMI AL PALO
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fonte:
- Il Campanile
L?Istat: +1,8%, livello più basso dal ?99. Adiconsum: crolla alimentare e abbigliamento
L?Istat conferma la stima preliminare di un?inflazione a giugno all?1,8%, in discesa dall?1,9 di maggio, il livello più basso del settembre 1999. A giugno 2005 l?indice nazionale dei prezzi al consumo ha registrato una variazione nulla rispetto al mese di maggio 2005; al netto dei tabacchi l?indice ha presentato una variazione congiunturale di + 0,1%e una variazione tendenziale di + 1,7%. I prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, comprensivo dei tabacchi hanno mostrato una variazione di + 0,2% rispetto a maggio 2005 e una variazione di +1,8% rispetto a giugno 2004. Nel mese di giugno gli aumenti congiunturali più significativi dei prezzi al consumo sono stati rilevati per i capitoli relativi ad abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+ 0,3% ), abbigliamento e calzature, trasporti, servizi ricettivi e di ristorazione e altri beni e servizi (+ 0,2% per tutti e quattro);
Per i consumatori i dati riportati dall?Istat stanno a significare una cosa sola: la dimostrazione che i consumi in Italia sono crollati, e i consumatori stringono sempre più la cinghia anche su generi primari come gli alimentari, i cui prezzi risultano in calo. Secondo il Codacons, infatti, la situazione è allarmante e il governo «deve intervenire con una politica mirata ad incentivare i consumi».
Stessa linea per un altro gruppo di consumatori, quelli dell?Adiconsum, per i quali, è la crisi dei consumi che tiene stabile il carovita. Adiconsum segnala un calo nell?alimentare, nell?abbigliamento, nei chilometri percorsi e ora secondo l?Istat anche nella salute. «Ma tutto ciò è indice della grave crisi che l?Italia sta attraversando». Crisi che resta pesante per le famiglie di pensionati e di redditi da lavoro e soprattutto per i monoreddito. Per Adiconsum, resta tuttavia di difficile comprensione e condivisione il dato sull?energia, dove nell?ultimo anno l?elettricità è aumentata del 5%, la benzina del 10% e gasolio (incluso quello da riscaldamento) del 20%, anche se dall?Istat segnalano solo un aumento del solo 4%.
Sui dati di questo mese si sente, poi la voce degli agricoltori che sottolineano, ancora una volta, il loro apporto fondamentale al calo dei prezzi. Così una nota dell?organizzazione: «I prezzi dei prodotti agro-alimentari, rispetto al mese precedente, hanno fatto registrare una flessione dello 0,2%».
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